Schietto e diretto, anche quando parla di famiglia e affetti. Francesco Moser, intervistato dal settimanale Oggi, racconta il suo rapporto con la nipotina Clara Isabel Moser, nata nell’ottobre 2025 dall’amore tra il figlio Ignazio e Cecilia Rodriguez. L’ex campione di ciclismo, classe 1951 e 273 vittorie da professionista, spiega: «Ignazio e Cecilia sono in Argentina per far vedere la bambina ai bisnonni. Sa che mi dimentico sempre il nome di mia nipote?», dice. Il motivo? «Perché ha due nomi credo. Una volta mi ricordo uno, una volta mi ricordo l’altro».
Alla domanda su come la chiami, replica: «Ma non capisce niente adesso, cosa la chiamo?». E anche quando gli si chiede che tipo nonno è, il campione – che si era guadagnato l’appellativo di «sceriffo» – non addolcisce i toni: «Io nonno o compagno tenero? No, voglio che facciano quello che dico io».
Francesco Moser parla anche del figlio Ignazio, oggi diviso tra social e passioni sportive, ma lontano dalla carriera agonistica. «Io gli avevo detto: “O lo fai convinto o è meglio smettere”. Aveva le caratteristiche ma non ci metteva anima e corpo», dice. «Ha corso fino ai 23-24 anni. Era andato anche in una squadra svizzera importante, e poi dopo è andato a fare il Grande Fratello (dove ha conosciuto Cecilia Rodriguez e si è fidanzato con lei, ndr) e lì è cambiata la sua vita, insomma».
Lo aveva spiegato anche a Vanity Fair, all’anteprima del film sulla sua vita, Moser, scacco al tempo: «Ignazio non poteva diventare come me perché ha un fisico diverso, crescendo si è appesantito di costituzione e in bici, soprattutto in salita, il peso conta. Però per certe gare sarebbe potuto senza dubbio essere competitivo». E ancora: «Io mi ero accorto che non la faceva. Infatti gli ho detto di scegliere, non poteva portare avanti situazioni a metà strada. La bicicletta è uno sport a cui devi dedicarti al 100%, non al 50. Ma non è il solo: tanti ciclisti fanno una stagione super e poi scompaiono». Sulla partecipazione del figlio al reality, in quell’occasione aveva detto: «Gli hanno chiesto di andare, io non c’entro nulla. Anzi, l’ho saputo solo all’ultimo. Mi pare abbia fatto una buona figura. In questi casi c’è chi approva e chi non approva: io posso dire di essere contento per lui se è riuscito a trovare questo successo, chiamiamolo così».