Tre ko nelle ultime 4 partite: rossoneri in caduta libera, rispuntano i fantasmi del 2008 (Osvaldo) e 2019 (Nainggolan). Senza dimenticare che nel 2024 Max nel ritorno vinse due gare su 15 


Luca Bianchin

Giornalista

12 aprile – 09:15 – MILANO

I milanisti vedono i fantasmi delle primavere passate darsi appuntamento a San Siro per fine maggio. C’è Pablo Daniel Osvaldo, che nel 2008 segnò il gol che tolse la Champions ad Ancelotti per darla alla Fiorentina. C’è Radja Nainggolan, che nel 2019 decise Inter-Empoli, tenne dietro il Milan di Gattuso e spinse i cugini nella grande coppa all’ultima giornata. Il timore di tutto l’ambiente è che la scena si possa ripetere e i milanisti non parlano d’altro. I tifosi dopo il derby vinto a inizio marzo sognavano la rimonta scudetto e, guardando il calendario dell’Inter, dicevano che queste giornate lo avrebbero riportato a contatto. In fondo, Chivu avrebbe giocato contro Roma e Como, perché non crederci? È andata al contrario. Il Milan ha perso tre delle ultime quattro partite (se preferite, quattro delle ultime sette) e, prima di questa serie terribile, non andava a casa triste dalla prima partita contro la Cremonese. Allegri ora ha 3 punti sulla Juventus, 5 sul Como (impegnato però nel posticipo contro l’Inter) e 6 sulla Roma. Tutte, Roma compresa, stanno meglio di questo Milan disastrato, che continua a perdere punti in casa contro squadre largamente inferiori. “Il posto Champions è a rischio”, ha certificato Allegri. 

IL CALENDARIO DI MILAN E RIVALI—  

Il calendario non sarebbe terribile ma con il Milan non sai mai come porti. Ha battuto due volte l’Inter ed è andato in difficoltà con tutte le piccole o quasi. Domenica Allegri andrà a Verona, poi ci saranno Milan-Juve (domenica 26 aprile alle 20.45), Sassuolo-Milan, Milan-Atalanta, Genoa-Milan e Milan-Cagliari. Il Como, per capirci, dovrà giocare contro Inter e Napoli. La Juventus troverà Fiorentina e Torino – i grandi rivali – nelle ultime due giornate. La Roma ha Atalanta, Bologna, Fiorentina e derby. C’è chi sta peggio. 

I GUAI DI ALLEGRI—  

Il Milan però ha problemi ovunque. È stato sfortunato – la deviazione di Bartesaghi, la parata di Okoye su Saelemaekers – ma ha meritato di perdere e ora conta i danni. L’attacco, anche schierato a tre, non fa gol: nelle quattro sconfitte di questi due mesi, non ha mai segnato. Tra Leao, Nkunku, Pulisic, Füllkrug e Gimenez, non si capisce chi stia peggio. La difesa è tornata a concedere occasioni, Modric e Rabiot non possono risolvere problemi per nove mesi e Saelemaekers pare sempre più stanco: da tempo non incide come in autunno ma dovrà tirare dritto fino a maggio. 

IL PRECEDENTE—  

Allegri, in questo simpatico scenario, combatterà con i suoi fantasmi personali. Nel 2024, quando la Juve lo esonerò a due giornate dalla fine, vinse due sole volte in 15 giornate (col Frosinone al 95′ e con la Fiorentina), dal 27 gennaio al 12 maggio. Un incubo che al Milan non può ripetere se vuole difendere l’obiettivo che ripete da inizio stagione, quel quarto posto che vale 30-40 milioni nella differenza tra posto-Champions e posto-Europa League. Quei 30-40 milioni, chiaramente, fanno la differenza anche sul mercato perché, senza la coppa più importante, l’estate sarà molto meno ambiziosa. “Abbiamo giocato come chi ha paura di perdere l’obiettivo – ha detto Allegri in conferenza -. Bisogna sapere tutti che si può conquistare anche all’ultima giornata col Cagliari”. 

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CHE COSA FARE—  

Va bene, ma ora che cosa deve fare il Milan? “Bisogna tornare a essere ordinati e lucidi, riportare ordine nella gestione della partita”, ha detto Allegri. “Dimenticare e voltare pagina, compattarsi e pensare a quanto di buono fatto da inizio stagione”, ha proposto Ricci. Vanno bene tutte le ricette, a patto che tornino equilibrio, lucidità e un minimo – almeno un minimo – di brillantezza offensiva. La difesa ha un gran bisogno di ritrovare Gabbia, che domenica a Verona ci sarà, e di rimettersi a tre, come Allegri non tarderà a fare. Oltre i reparti, servono reazioni da giocatori forti e andranno chieste a Rabiot, a Maignan, probabilmente a Tomori che tornerà. I milanisti, nell’attesa, farebbero bene a evitare drammi e guardare la realtà: Allegri, nonostante tutto, è ancora il favorito per un pass Champions. Forse anche per il terzo posto.