Castelfranco di Sotto (Pisa), sabato 11 aprile 2026 – «Quanto successo venerdì mattina è gravissimo e, mi preme sottolineare, che nessuno lo sta assolutamente sottovalutando, come leggo in alcuni commenti e come mi è stato riferito da personale e genitori. Stiamo lavorando tutti insieme per affrontare ogni situazione, a cominciare dal rientro in classe di lunedì 13 aprile, quando la scuola sarà regolarmente aperta».
Sandro Sodini è il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Leonardo da Vinci di Castelfranco dove nella mattina di venerdì, alle 9, durante l’ora di educazione motoria nel palazzetto dello sport attiguo all’edifico scolastico, una ragazzina di 12 anni ha ferito a colpi di forbici una coetanea e compagna di classe.

Il palazzetto dello sport di Castelfranco dove gli studenti delle medie svolgono le lezioni di educazione fisica e dove è avvenuto l’accoltellamento
La dodicenne migliora
La ragazzina ferita è a casa e sta meglio. Lunedì tornerà in classe. «Ho parlato con la famiglia – dice ancora il dirigente Sodini – La bimba migliora e nella giornata di domenica 12 aprile andrò a trovarla insieme ad alcuni insegnanti. Lunedì, stando a quanto mi hanno riferito i genitori, torna a scuola». Secondo il preside del da Vinci i motivi di questi gravi episodi che vedono protagonisti bambini e ragazzini scaturiscono da «una grande solitudine domestica, dall’uso non corretto e non sorvegliato dei social e da un’educazione non ancora adeguata».
“Scuola luogo di benessere e crescita”
«La scuola deve agire in grande collaborazione con le famiglie – ancora le parole di Sandro Sodini – ma spesso non siamo in grado di intercettare tutto. La psicologa d’istituto si è già attivata. La nostra scuola è aperta anche di pomeriggio per supportare le famiglie che lavorano». Il consiglio di istituto ha divulgato una nota a firma di tutti i componenti con la quale condivide «le parole del dirigente Sodini» e aggiunge che «la scuola è e deve restare un luogo di benessere e crescita, costruito nel tempo grazie all’impegno di personale scolastico, famiglie, studenti, associazioni ed ente locale» e «in questa fase è fondamentale evitare qualsiasi ricostruzione non verificata o alimentazione di tensioni attraverso i canali informali».