Siamo spesso abituati a dare per “scontata” la nostra voce, ma quando manca ci accorgiamo che non è così: è il caso della disfonia, un’alterazione della qualità della voce che dura per più di 15 giorni. A volte è la conseguenza di errori nell’uso della voce stessa, altre invece è causata dai classici virus respiratori, ma ci sono anche casi in cui può essere un campanello d’allarme di malattie più gravi, come spiega il dottor Marco Gitto, medico specialista in Audiologia e Foniatria presso l’Unità Operativa Clinicizzata di Neuroriabilitazione degli Istituti Clinici Zucchi di Carate Brianza: “La disfonia è abbastanza frequente: quasi una persona su tre può incorrere in un problema di voce nel corso della vita. La diffusione aumenta ulteriormente tra coloro che utilizzano la voce per lavoro come avvocati, insegnanti, cantanti e attori: in questi casi la disfonia può colpire una persona su due. Un altro dato interessante riguarda il fatto che soltanto una persona su quattro si reca dal medico per approfondire questo aspetto e preferisce aspettare che la disfonia vada via da sola. Negli ultimi dieci anni, inoltre, sono nate professioni basate sull’utilizzo della voce che non sono ancora state studiate a fondo, come podcaster, streamer o persone che lavorano in video e in registrazione. In questi casi non sappiamo ancora effettivamente se l’utilizzo prolungato della voce con ascolto in cuffia possa predisporre, nel corso della vita, a problematiche vocali. Per questo di solito consigliamo almeno un controllo della voce nel momento in cui si inizia una professione basata sulla comunicazione orale”.