di
Andrea Camurani
I killer avevano aspettato la vittima sotto casa: tornava dalla festa di compleanno di uno dei suoi bambini (che vivono con la madre, da cui è separato). Sequestrati due coltelli e una mazza ferrata.
C’è un fermo, eseguito nella serata di sabato a Varese, per l’omicidio di Enzo Ambrosino, il trentenne ucciso a coltellate nelle prime ore di sabato a Induno Olona. Il sospettato è un uomo di 50 anni di Varese ritenuto il responsabile dei fendenti letali inflitti al busto del giovane con un coltello, pugnalate che non hanno lasciato scampo alla vittima rimasta in strada in via Porro, la via centrale della cittadina alle porte di Varese. I carabinieri del nucleo Investigativo provinciale e i colleghi della Compagnia di Varese, sotto il diretto coordinamento del pubblico ministero Marialina Contaldo della Procura di Varese, hanno ricostruito anche il possibile movente del fatto, cioè un debito.
«Alla base della violenta rissa vi sarebbe una questione economica, legata ad un debito di poche centinaia di euro», spiegano i carabinieri aggiungendo che la faccenda aveva portato «già nei giorni precedenti a reiterate accese discussioni tra due giovani delle famiglie coinvolte, degenerate sabato notte quando gli interessati, unitamente ad alcuni familiari, si sono ritrovati faccia a faccia in via Porro di Induno, con il verosimile intento di ‘risolvere la questione’». Dalle parole si è passati ai fatti con la violenta rissa che è scaturita da quell’incontro dove è avvenuta la resa dei conti con un bilancio tragico: un morto e tre feriti, fra cui anche il padre della vittima colpito alla testa.
Le indagini dei carabinieri sono partite subito e sono stati ascoltati diversi testimoni, tra cui persone che vivono nel quartiere centrale di Induno Olona dove si sono consumati i fatti e che hanno ripreso dalle case coi telefoni quanto stava avvenendo, le fasi concitate dello scontro, le urla, i feriti, e l’auto utilizzata dagli aggressori per scappare, un veicolo di colore scuro. Nel corso del sopralluogo e dei successivi accertamenti sono stati rinvenuti due coltelli, una mazza ferrata ed altri «oggetti atti ad offendere», alcuni dei quali con evidenti tracce di sangue, subito sequestrati (il fatto è avvenuto intorno all’una di sabato). Tutte le persone identificate partecipanti allo scontro sono stati denunciati a piede libero per «rissa» e «porto abusivo di armi o oggetti atti a offendere».
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12 aprile 2026 ( modifica il 12 aprile 2026 | 10:31)
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