È la la Giornata internazionale dei viaggi dell’uomo nello spazio, che si festeggia proprio nel giorno in cui, nel 1961, l’Unione Sovietica effettuò il primo volo orbitale intorno alla Terra
«Ecco il racconto del russo tornato sano e salvo dallo spazio» titolava a tutta pagina 65 anni fa il Corriere d’Informazione (l’allora quotidiano del pomeriggio del Corriere della Sera): era il 12 aprile 1961 e, per la prima volta nella storia dell’umanità, Yuri Gagarin portava a termine un viaggio nello spazio. In un’ora e 48 minuti a 320 km di distanza dalla Terra, il cosmonauta russo riuscì a compiere un volo orbitale a bordo della capsula spaziale Vostok 1. Oggi è quasi scontato, ma all’epoca non si conoscevano ancora con esattezza gli effetti che avrebbe potuto avere l’assenza di gravità sul fisico dell’uomo. Gagarin fu di fatto la «cavia» che dimostrò che la specie umana era in grado di decollare in condizioni di forte spinta per poi rientrare sana e salva sul suolo terrestre.
Scrisse Indro Montanelli (qui potete trovare il suo articolo del 1961): «Ha reso insignificante il mio forsennato turismo di giornalista viaggiante. Cosa può trovarvi da imparare… una generazione che già vive con lo sguardo rivolto alla Luna?»
Proprio per celebrare questa straordinaria conquista, nel 2011 le Nazioni Unite hanno deciso di istituire la Giornata internazionale dei viaggi dell’uomo nello spazio, che si celebra ogni 12 aprile con l’intento di sensibilizzare le persone sull’importanza del contributo scientifico e tecnologico dato dalle missioni spaziali.
Il satellite Sputnik aveva assaporato il brivido del volo già nel 1957 preparando la strada ai viaggi dell’uomo. Lo stesso anno fu la volta anche della cagnolina Laika , imbarcata sullo Sputnik 2, che però non sopravvisse alle sollecitazioni del viaggio. Otto anni dopo il volo di Gagarin, il 20 luglio 1969, fu invece lo statunitense Neil Armstrong il primo essere umano a posare i piedi sulla Luna, attorno a cui sono tornati a volare gli esseri umani solo quest’anno, con Artemis 2.
Per la prima missione internazionale nello spazio si deve attendere invece il 1975: è il 17 luglio quando fu portato a termine il docking – termine con il quale si intende l’ancoraggio tra due navicelle mentre si trovano in orbita intorno alla Terra – tra l’americana Apollo e la russa Soyuz.
Chi era Gagarin
Nato il 9 marzo 1934 in Russia, Gagarin si appassionò al volo fin dagli studi, interrotti dall’arrivo della Seconda Guerra Mondiale. Completata la formazione aeronautica, fu selezionato tra migliaia di candidati per la missione spaziale che lo avrebbe reso immortale. Durante il volo pronunciò la celebre frase «Poyekhali!» («Andiamo!») e dallo spazio descrisse la Terra come «bellissima, senza frontiere né confini».
Il rientro fu trionfale: accolto come un eroe, Gagarin divenne rapidamente un’icona globale e il volto del programma spaziale sovietico. Viaggiò in tutto il mondo, incontrò leader politici e figure di spicco, tra cui la regina Elisabetta II, e fu insignito di numerose onorificenze, tra cui l’Ordine di Lenin.

Il mistero della morte
La sua vita si concluse prematuramente il 27 marzo 1968, a soli 34 anni, durante un volo di addestramento su un caccia MiG-15UTI. Le cause dell’incidente non sono mai state chiarite del tutto: le indagini ufficiali hanno parlato di errore umano o di una manovra errata per evitare la collisione con un altro aereo, mentre uno studio russo guidato dal colonnello Igor Kuznetsov ha ipotizzato che una presa d’aria dell’abitacolo lasciata parzialmente aperta possa aver scatenato la manovra fatale. Non sono mancate, nel tempo, teorie più oscure che evocano sabotaggi e violazioni delle procedure.
Negli anni più recenti, il nome di Gagarin è finito anche al centro di polemiche legate alla cancel culture: eventi a lui dedicati sono stati annullati e alcune statue coperte, complice il clima geopolitico sempre più teso nei confronti della Russia. Ma il suo lascito di pioniere dell’esplorazione spaziale resta intatto. E con esso i luoghi e le istituzioni che ancora portano il suo nome.
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11 aprile 2026 ( modifica il 12 aprile 2026 | 09:46)
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