Oltre 8,1 milioni di cittadini sono chiamati al voto oggi in Ungheria per le elezioni parlamentari. I seggi restano aperti fino alle 19, poi inizia lo spoglio. La sfida è tra il presidente uscente Viktor Orban e il leader dell’opposizione Peter Magyar. Si tratta di un voto storico, che potrebbe chiudere i sedici anni di governo di Orban e aprire la strada a Magyar. Sono elezioni considerate storiche anche per il futuro delle relazioni con Bruxelles, a 23 anni esatti dal sì all’Unione europea.\n
Il sistema elettorale ungherese assegna 199 seggi: 106 nei collegi uninominali con sistema maggioritario, 93 attraverso liste nazionali e delle minoranze. La soglia di sbarramento è fissata al 5%. Vola l’affluenza: alle 13 è al 54,14%, contro il 40% registrato quattro anni fa. I due sfidanti hanno già votato. Orban: “Sono giovane, non è la mia ultima elezione. Sono qui per vincere”. Magyar: “Il nostro partito vincerà, l’unica incognita è se con una maggioranza semplice, o con quella assoluta”.
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A Budapest si segnalano lunghe serpentine davanti ai seggi, tra marciapiedi stretti e ingressi alle urne affollati. L’affluenza, ai massimi in tutto il Paese, si riflette anche nella capitale ungherese: alle 11 aveva già votato quasi il 37% degli elettori, pari a 1.271.446 persone. In diversi quartieri si procede a rilento, con attese che si accumulano soprattutto nei seggi destinati ai votanti fuori sede. \”Scrivete anche voi la storia! La penna è lì, nella cabina elettorale!\”, ha scritto sui social il sindaco progressista Gergely Karacsony.
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Un sindaco esponente di Fidesz ha dichiarato di aver votato per l’opposizione guidata da Peter Magyar. Mihaly Szoke-Toth, primo cittadino di Bocsa, piccolo centro dell’Ungheria meridionale, ha invitato gli elettori a partecipare al voto con un messaggio su Facebook, distanziandosi dal suo partito guidato da Viktor Orban. \”Voto contro l’influenza russa e a favore dei valori europei. Sostengo una comunità che vuole costruire e rappresenta la speranza per la nazione\”, ha scritto. Szoke-Toth, secondo quanto riportano i media ungheresi, era stato eletto sindaco nel 2024 con il 71,15% dei voti (587 preferenze).
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Viktor Orban ha votato nel seggio della scuola elementare Zugliget, nel XII distretto di Budapest, arrivando insieme alla moglie Aniko Levai. Il premier si è detto soddisfatto dell’elevata affluenza attesa, sottolineando come una forte partecipazione abbia storicamente favorito il suo partito. Poi ha aggiunto che si dimetterebbe dalla guida di Fidesz solo dopo \”una sconfitta pesante\”. Alle redini del partito dal 1993, Orban è tra i fondatori di Fidesz, nato nel 1988 come movimento giovanile anti-comunista e libertario e trasformatosi negli anni nella principale forza della destra ungherese e del sovranismo globale
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Il leader dell’opposizione ungherese, Peter Magyar, ha votato nel seggio dell’asilo Hegyvideki Mesevar, nel 12esimo distretto di Budapest. \”Il nostro partito vincerà, l’unica incognita è se con una maggioranza semplice, o con quella assoluta\”, ha detto ai giornalisti dopo il voto. \”Dobbiamo rafforzare la posizione dell’Ungheria nell’Ue e nella Nato\”, ha aggiunto. Ed è tornato a sottolineare la necessità di \”scongelare i fondi Ue\” bloccati per la disputa tra Bruxelles e Viktor Orban sullo stato di diritto. In caso di vittoria, ha ribadito, \”la priorità sarà adottare misure anti-corruzione\”.
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Dopo aver votato, Orban ha risposto anche ad alcine domande suo rapporto con Vladimir Putin. \”Ci impegniamo a mantenere relazioni amichevoli con i leader di tutti i principali Stati\”, ha detto. E su cosa farebbe al posto di Volodymyr Zelensky, in particolare sull’ipotesi di cedere territori, ha risposto: \”Sono abbastanza fortunato da non essere Zelensky\”.
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Il premier ungherese Viktor Orban ha votato in mattinata a Budapest. \”Sarà la mia ultima elezione? Sono giovane, non è la mia ultima elezione. Sono qui per vincere\”, ha detto ai giornalisti. \”La decisione del popolo deve essere rispettata\”, ha aggiunto. Interpellato sull’ipotesi di congratularsi con il rivale Peter Magyar in caso di sconfitta, poi, ha replicato: \”Congratularmi? Lo faccio sempre, ci sono regole civili\”.
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I seggi per le elezioni in Ungheria resteranno aperti fino alle 19, poi inizierà lo spoglio: dopo le prime proiezioni, risultati più ufficiali sono attesi nella notte. La sfida è tra il presidente uscente Viktor Orban e il leader dell’opposizione Peter Magyar.
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Quello di oggi è un voto importante anche per i rapporti futuri tra Ungheria e Unione europea. Il Paese, infatti, oggi sceglie tra Viktor Orban e Peter Magyar esattamente 23 anni dopo il sì all’Ue. Lo ricordano diverse testate locali, nel giorno di un’elezione considerata storica anche per il futuro delle relazioni tra Budapest e Bruxelles. Al referendum del 2003 la scelta fu netta: l’83,76% dei votanti si espresse a favore dell’ingresso nell’Ue, contro il 16,24% di contrari. A pesare, però, fu una partecipazione limitata, con un’affluenza ferma al 45,62% degli aventi diritto. Oggi il quadro appare più sfumato. La maggioranza degli ungheresi resta favorevole all’Ue, ma i dubbi su integrazione ed euro sono aumentati. Secondo un sondaggio del Centro di ricerca 21, oltre un terzo degli elettori filogovernativi sarebbe pronto a votare per la cosiddetta Hexit, il divorzio dall’Ue.
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L’affluenza alle urne in Ungheria resta ai massimi anche a metà giornata e sfiora il 55%. Alle 13, secondo i dati dell’Ufficio elettorale nazionale, ha votato il 54,14% degli elettori, confermando una partecipazione eccezionale. Il dato segna un netto balzo rispetto al 2022, quando alla stessa ora si era fermato attorno al 40%. Le urne chiuderanno alle 19.
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In Ungheria c’è un sistema elettorale misto: dei 199 seggi in Parlamento, 106 vengono assegnati nei collegi uninominali con sistema maggioritario, mentre i restanti 93 sono distribuiti con metodo proporzionale e meccanismi di compensazione attraverso liste nazionali e delle minoranze. La soglia di sbarramento è fissata al 5%. Il nodo è nel peso dei voti. Nei collegi meno popolosi, spesso rurali e favorevoli a Viktor Orban, bastano anche 50-60mila elettori per eleggere un deputato. Nelle aree urbane, dove l’opposizione è più forte, possono servire fino a 90-100mila voti per ottenere lo stesso seggio. Un sistema ridisegnato dopo il 2010 che tende ad amplificare il vantaggio del partito di governo. Per cambiare davvero gli equilibri servono i due terzi del Parlamento, cioè almeno 133 seggi su 199. Alle elezioni del 2022, Viktor Orban ottenne 135 seggi.
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L’affluenza in Ungheria vola ai massimi storici. Alle 11, secondo i dati diffusi dall’Ufficio elettorale nazionale, per la sfida tra Viktor Orban e Peter Magyar ha già votato il 37,98% degli elettori, pari a 2.858.892 persone. Si tratta di un dato record, di gran lunga superiore al 25,77% registrato quattro anni fa. Il trend era emerso già nelle prime ore: alle 9 si era sfiorato il 17%, contro il 10,31% del 2022. Nel 2022 l’affluenza finale si fermò al 69,59%. Quest’anno le previsioni indicano la possibilità di superare nettamente la soglia del 70%.
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Oltre 8,1 milioni di cittadini sono chiamati al voto oggi in Ungheria per le elezioni parlamentari. I seggi restano aperti fino alle 19, poi inizia lo spoglio. La sfida è tra il presidente uscente Viktor Orban e il leader dell’opposizione Peter Magyar. Si tratta di un voto storico, che potrebbe chiudere i sedici anni di governo di Orban e aprire la strada a Magyar. Sono elezioni considerate storiche anche per il futuro delle relazioni con Bruxelles, a 23 anni esatti dal sì all’Unione europea.
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Oltre 8,1 milioni di cittadini sono chiamati al voto oggi in Ungheria per le elezioni parlamentari. I seggi restano aperti fino alle 19, poi inizia lo spoglio. La sfida è tra il presidente uscente Viktor Orban e il leader dell’opposizione Peter Magyar. Si tratta di un voto storico, che potrebbe chiudere i sedici anni di governo di Orban e aprire la strada a Magyar. Sono elezioni considerate storiche anche per il futuro delle relazioni con Bruxelles, a 23 anni esatti dal sì all’Unione europea.
Il sistema elettorale ungherese assegna 199 seggi: 106 nei collegi uninominali con sistema maggioritario, 93 attraverso liste nazionali e delle minoranze. La soglia di sbarramento è fissata al 5%. Vola l’affluenza: alle 13 è al 54,14%, contro il 40% registrato quattro anni fa. I due sfidanti hanno già votato. Orban: “Sono giovane, non è la mia ultima elezione. Sono qui per vincere”. Magyar: “Il nostro partito vincerà, l’unica incognita è se con una maggioranza semplice, o con quella assoluta”.
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meno di un minuto fa
Lunghe file ai seggi di Budapest
A Budapest si segnalano lunghe serpentine davanti ai seggi, tra marciapiedi stretti e ingressi alle urne affollati. L’affluenza, ai massimi in tutto il Paese, si riflette anche nella capitale ungherese: alle 11 aveva già votato quasi il 37% degli elettori, pari a 1.271.446 persone. In diversi quartieri si procede a rilento, con attese che si accumulano soprattutto nei seggi destinati ai votanti fuori sede. “Scrivete anche voi la storia! La penna è lì, nella cabina elettorale!”, ha scritto sui social il sindaco progressista Gergely Karacsony.
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7 minuti fa
Un sindaco del partito di Orban vota per Magyar
Un sindaco esponente di Fidesz ha dichiarato di aver votato per l’opposizione guidata da Peter Magyar. Mihaly Szoke-Toth, primo cittadino di Bocsa, piccolo centro dell’Ungheria meridionale, ha invitato gli elettori a partecipare al voto con un messaggio su Facebook, distanziandosi dal suo partito guidato da Viktor Orban. “Voto contro l’influenza russa e a favore dei valori europei. Sostengo una comunità che vuole costruire e rappresenta la speranza per la nazione”, ha scritto. Szoke-Toth, secondo quanto riportano i media ungheresi, era stato eletto sindaco nel 2024 con il 71,15% dei voti (587 preferenze).
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16 minuti fa
Orban: “Mi dimetterei da Fidesz solo dopo una sconfitta pesante”
Viktor Orban ha votato nel seggio della scuola elementare Zugliget, nel XII distretto di Budapest, arrivando insieme alla moglie Aniko Levai. Il premier si è detto soddisfatto dell’elevata affluenza attesa, sottolineando come una forte partecipazione abbia storicamente favorito il suo partito. Poi ha aggiunto che si dimetterebbe dalla guida di Fidesz solo dopo “una sconfitta pesante”. Alle redini del partito dal 1993, Orban è tra i fondatori di Fidesz, nato nel 1988 come movimento giovanile anti-comunista e libertario e trasformatosi negli anni nella principale forza della destra ungherese e del sovranismo globale
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25 minuti fa
Magyar: “Vinceremo”
Il leader dell’opposizione ungherese, Peter Magyar, ha votato nel seggio dell’asilo Hegyvideki Mesevar, nel 12esimo distretto di Budapest. “Il nostro partito vincerà, l’unica incognita è se con una maggioranza semplice, o con quella assoluta”, ha detto ai giornalisti dopo il voto. “Dobbiamo rafforzare la posizione dell’Ungheria nell’Ue e nella Nato”, ha aggiunto. Ed è tornato a sottolineare la necessità di “scongelare i fondi Ue” bloccati per la disputa tra Bruxelles e Viktor Orban sullo stato di diritto. In caso di vittoria, ha ribadito, “la priorità sarà adottare misure anti-corruzione”.
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31 minuti fa
Orban: “Relazioni amichevoli con tutti i leader”
Dopo aver votato, Orban ha risposto anche ad alcine domande suo rapporto con Vladimir Putin. “Ci impegniamo a mantenere relazioni amichevoli con i leader di tutti i principali Stati”, ha detto. E su cosa farebbe al posto di Volodymyr Zelensky, in particolare sull’ipotesi di cedere territori, ha risposto: “Sono abbastanza fortunato da non essere Zelensky”.
40 minuti fa
Orban: “Sono qui per vincere”
Il premier ungherese Viktor Orban ha votato in mattinata a Budapest. “Sarà la mia ultima elezione? Sono giovane, non è la mia ultima elezione. Sono qui per vincere”, ha detto ai giornalisti. “La decisione del popolo deve essere rispettata”, ha aggiunto. Interpellato sull’ipotesi di congratularsi con il rivale Peter Magyar in caso di sconfitta, poi, ha replicato: “Congratularmi? Lo faccio sempre, ci sono regole civili”.
49 minuti fa
Seggi aperti fino alle 19
I seggi per le elezioni in Ungheria resteranno aperti fino alle 19, poi inizierà lo spoglio: dopo le prime proiezioni, risultati più ufficiali sono attesi nella notte. La sfida è tra il presidente uscente Viktor Orban e il leader dell’opposizione Peter Magyar.
55 minuti fa
Voto storico anche per i rapporti con l’Ue
Quello di oggi è un voto importante anche per i rapporti futuri tra Ungheria e Unione europea. Il Paese, infatti, oggi sceglie tra Viktor Orban e Peter Magyar esattamente 23 anni dopo il sì all’Ue. Lo ricordano diverse testate locali, nel giorno di un’elezione considerata storica anche per il futuro delle relazioni tra Budapest e Bruxelles. Al referendum del 2003 la scelta fu netta: l’83,76% dei votanti si espresse a favore dell’ingresso nell’Ue, contro il 16,24% di contrari. A pesare, però, fu una partecipazione limitata, con un’affluenza ferma al 45,62% degli aventi diritto. Oggi il quadro appare più sfumato. La maggioranza degli ungheresi resta favorevole all’Ue, ma i dubbi su integrazione ed euro sono aumentati. Secondo un sondaggio del Centro di ricerca 21, oltre un terzo degli elettori filogovernativi sarebbe pronto a votare per la cosiddetta Hexit, il divorzio dall’Ue.
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13:59
Affluenza record
L’affluenza alle urne in Ungheria resta ai massimi anche a metà giornata e sfiora il 55%. Alle 13, secondo i dati dell’Ufficio elettorale nazionale, ha votato il 54,14% degli elettori, confermando una partecipazione eccezionale. Il dato segna un netto balzo rispetto al 2022, quando alla stessa ora si era fermato attorno al 40%. Le urne chiuderanno alle 19.
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Le dichiarazioni di Orban e MagyarElezioni Ungheria, Orban: Non mia ultima elezione. Magyar: VinceremoVai al contenuto
13:42
Il sistema elettorale ungherese
In Ungheria c’è un sistema elettorale misto: dei 199 seggi in Parlamento, 106 vengono assegnati nei collegi uninominali con sistema maggioritario, mentre i restanti 93 sono distribuiti con metodo proporzionale e meccanismi di compensazione attraverso liste nazionali e delle minoranze. La soglia di sbarramento è fissata al 5%. Il nodo è nel peso dei voti. Nei collegi meno popolosi, spesso rurali e favorevoli a Viktor Orban, bastano anche 50-60mila elettori per eleggere un deputato. Nelle aree urbane, dove l’opposizione è più forte, possono servire fino a 90-100mila voti per ottenere lo stesso seggio. Un sistema ridisegnato dopo il 2010 che tende ad amplificare il vantaggio del partito di governo. Per cambiare davvero gli equilibri servono i due terzi del Parlamento, cioè almeno 133 seggi su 199. Alle elezioni del 2022, Viktor Orban ottenne 135 seggi.
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13:38
Affluenza ai massimi storici
L’affluenza in Ungheria vola ai massimi storici. Alle 11, secondo i dati diffusi dall’Ufficio elettorale nazionale, per la sfida tra Viktor Orban e Peter Magyar ha già votato il 37,98% degli elettori, pari a 2.858.892 persone. Si tratta di un dato record, di gran lunga superiore al 25,77% registrato quattro anni fa. Il trend era emerso già nelle prime ore: alle 9 si era sfiorato il 17%, contro il 10,31% del 2022. Nel 2022 l’affluenza finale si fermò al 69,59%. Quest’anno le previsioni indicano la possibilità di superare nettamente la soglia del 70%.
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13:34
La sfida tra Orban e MagyarElezioni in Ungheria, sfida tra Orban e Magyar: cosa può succedereVai al contenuto
13:33
Le elezioni in Ungheria
Oltre 8,1 milioni di cittadini sono chiamati al voto oggi in Ungheria per le elezioni parlamentari. I seggi restano aperti fino alle 19, poi inizia lo spoglio. La sfida è tra il presidente uscente Viktor Orban e il leader dell’opposizione Peter Magyar. Si tratta di un voto storico, che potrebbe chiudere i sedici anni di governo di Orban e aprire la strada a Magyar. Sono elezioni considerate storiche anche per il futuro delle relazioni con Bruxelles, a 23 anni esatti dal sì all’Unione europea.