di
Flavio Vanetti

Federbasket e Lega di Serie A riceveranno una proposta di riforma dei nostri campionati in vista di Nba Europe 2027

È ormai noto che Milano e Roma faranno parte del progetto Nba Europe, che dalla stagione 2027-2028 porterà a un campionato nel Vecchio Continente sotto la giurisdizione congiunta della lega professionistica statunitense e della Fiba.

Sul fronte milanese pare certo il coinvolgimento del Milan di calcio — agli americani interessa che ci sia una sinergia con grandi club europei del pallone —, mentre dal punto di vista di Roma manca ancora una quadra. Ci sono infatti due piani in lizza: uno che fa capo a Donnie Nelson, figlio di Don, secondo coach più vincente della storia Nba alle spalle di Gregg Popovich, e che prevede l’acquisizione del diritto sportivo da Cremona; un secondo che coinvolgerebbe Trieste. La squadra giuliana fa infatti capo all’avvocato californiano di origini istro-friulane Paul Matiasic, ma trasferirebbe armi e bagagli nella Capitale, effettuando uno scambio di diritti con la Virtus Roma 1960. E se l’erede della Virtus Roma dovesse salire in A2 dall’attuale serie B Nazionale, la piazza di Trieste — comunque arrabbiata e in grande subbuglio, vista la tradizione gloriosa del club che sarebbe danneggiata — avrebbe una squadra nel campionato più vicino alla serie A.



















































Ma al di là di tutto e di quello che accadrà, l’avvento della Nba comporterà un’inevitabile rivisitazione della struttura del massimo torneo. Una opzione di revisione, al momento solo allo stadio di proposta, che verrà inoltrata alla Federbasket e contemporaneamente anche alla Lega Basket di serie A. Si tratta, precisano gli estensori, di un punto di partenza e non di arrivo: quindi siamo solo all’inizio di un dibattito. Ecco le voci essenziali.

Denominazione

Le proposte sono due, o Slba — SuperLega Basket Serie A, mutuando dalla Superlega di volley — o Ibsa — Italian Basketball SuperLega A —, per usare un «naming» più vicino alla Nba e fare il verso a Ibsa, attuale sponsor della Next Gen Cup dedicata ai giovani.

Struttura della competizione: le divisioni 

Stagione regolare con due divisioni da 10 squadre l’una, andata e ritorno su 18 partite. Playoff: ammesse le migliori 16, quarti e semifinali al meglio dei 5 incontri, finale al meglio delle 7 partite. Playout: vi partecipano le ultime due di ciascuna divisione. Incontri di semifinale seguiti da una finale: chi vince si salva, le altre retrocedono.

Nuovo modello a 3 leghe

Slba/Ibsa a 20 squadre; Lba2 (ex Lnp Serie A2) come seconda divisione professionistica; Lba3 (ex Lnp Serie B), ovvero terza divisione. Tre squadre scendono da Slba/Ibsa, altrettante vengono promosse.

Criteri per l’annata 2027-2028

20 squadre in totale; ovvero le 16 della Lba più Roma — che avrà sinergie con Nba Europe —; una piazza storica attualmente in Lnp A2 (si considereranno: bacino d’utenza, tradizione, criteri sportivi e infrastrutturali; in elenco Pesaro, Rieti, Rimini, Fortitudo Bologna, Scafati, Livorno, Verona, Avellino); la vincitrice dei playoff Lnp A2 del 2026-27 e la seconda promossa da questo campionato.

Meno partite e più valore

Partite della stagione regolare, da 30 a 18; squadre ai playoff, da 8 a 16; retrocessioni, da 2 a 3; divisioni, da 1 a 2. Il campionato più corto libera spazio per le coppe europee, per i raduni della Nazionale e per le finestre Fiba.

Calendario integrato con Nba Europe

Nell’ottobre 2027 Nba Europe debutterà con 16 squadre (12 fisse e 4 su merito sportivo), coinvolgendo 7 Paesi. Roma e Milano saranno le sedi italiane permanenti. Il formato semi-aperto prevede l’accesso dalla Basket Champions League e dai campionati nazionali. Slba/Ibsa diventa così un canale diretto per la qualificazione. Le franchigie Nba Europe di Roma e Milano parteciperanno al campionato Slba/Ibsa sul modello dell’attuale Eurolega (che prevede la doppia presenza). Nella nota di presentazione si sottolinea come il basket italiano manterrà la propria sovranità competitiva, beneficiando della visibilità e delle infrastrutture della Nba.

Final Eight Coppa Italia

Le migliori 4 di ciascuna divisione alla fine dell’andata si qualificano alle Final Eight. Sede unica, 4 giorni di partite come oggi, eliminazione diretta. L’evento avrà due complementi: un torneo 3 contro 3 che sfrutterà varie sinergie e una manifestazione denominata eBasket per fare sì che il gaming virtuale funga da porta d’ingresso per un pubblico under 25.

Infrastrutture e arene

La capienza minima degli impianti è fissata in 5.000 posti, sarà concesso un periodo di transizione per chi nel 2027 non sarà ancora in regola. Standard della produzione tv: requisiti tecnici allineati con Lba Tv, servirà un’alta qualità del prodotto. Si aggiungeranno aree dedicate a sponsor per fare sì che le arene siano pure asset commerciali. Road map: piano triennale di adeguamento, con incentivi a chi investirà. Garantita la collaborazione con Nba Europe sugli standard da condividere.

Il vivaio come investimento

Confermata la Next Gen Cup. Ogni club dovrà avere un settore giovanile con almeno 3 categorie. Ci sarà infine un coordinamento con le attività federali.

Il basket sociale

Previste collaborazioni con le iniziative già in atto di Bruno Cerella e Tommaso Marini (Slums Dunk Odv: coinvolge oltre 5.000 ragazzi in tutto il mondo, assegnando 125 borse di studio) e di Giampaolo «Pippo» Ricci (Amani Education Odv, un ponte tra Italia e Africa).

11 marzo 2026 ( modifica il 11 marzo 2026 | 16:58)