Il Gargano si prepara a ridefinire il proprio profilo identitario attraverso una sfida architettonica e spirituale senza precedenti: il progetto del “Cristo del Gargano”.
Presentata l’11 aprile 2026 a Manfredonia, presso l’auditorium “Cristanziano Serricchio”, l’iniziativa – che ha già raccolto 40 patrocini – nasce dall’ingegno di Michelangelo De Meo, che propone non una semplice statua, ma un capolavoro di ingegneria contemporanea unico al mondo.
L’ingegner De Meo ha descritto l’opera come un “motore di bellezza”, capace di autofinanziarsi e generare un indotto turistico da milioni di euro.
L’opera sarebbe alta 22 metri, un numero carico di simbolismo, che richiama le 22 lettere dell’alfabeto ebraico e il Verbo fatto carne. La struttura, concepita per essere “permeabile”, sarebbe realizzata in acciaio inox e rivestita da fasce di titanio. È pensata per mimetizzarsi e interagire con la luce naturale: le scaglie di titanio, infatti, virando dall’oro al blu, permetterebbero all’opera di risplendere senza impattare negativamente sul panorama, che rimarrebbe visibile attraverso la struttura stessa.
Da un’altezza di 550 metri sul livello del mare, il visitatore avrebbe la possibilità di salire, tramite un ascensore o una scala, fino al cuore del Cristo, per poi posizionarsi simbolicamente nelle mani rivolte verso l’alto, in un gesto di accoglienza e contemplazione del creato.
Oltre al valore religioso, il progetto integrerebbe funzioni civili: grazie a sistemi di micro-eolico, sarebbe energeticamente autosufficiente e fungerebbe anche da presidio antincendio, potendo monitorare il territorio fino a una distanza di 80-120 chilometri.
Per la gestione, l’ingegner De Meo propone la creazione di un’associazione non profit o di una fondazione denominata “La Veneranda Fabbrica del Cristo”. Questa realtà si occuperebbe della gestione senza scopi di lucro, reinvestendo gli utili in “opere di bellezza” e interventi a favore del territorio garganico.
Nella sua relazione, l’ingegner Stefano Torraco, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Foggia, ha confermato la fattibilità tecnica dell’opera, sottolineando che, sebbene complessa, è realizzabile con le moderne competenze ingegneristiche.
L’architetto Francesco Trigiani, vice presedente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Foggia, ha sottolineato con il suo intervento “Dalla visione alla realizzazione” come “Un’idea visionaria precede la realizzazione” in oggetto. L’architetto Trigiani ha portato ad esempio la biblioteca “Occhio di Binhai”, progettata dagli architetti MVRDV a Tianjin, in Cina. “Una biblioteca nata per essere fotografata e condivisa su Instagram: un’architettura il cui valore risiede nella riproduzione digitale, più che nella realtà fisica”.
Alla presentazione dell’idea progettuale sono seguiti numerosi interventi da parte di tecnici, politici e rappresentanti del mondo civile presenti in sala. Per la parte politica, Michele Iacoviello, presidente del Consiglio comunale, e l’onorevole Giandiego Gatta hanno richiamato l’attenzione sui pareri negativi già espressi dalla Soprintendenza e sulla necessità di individuare coperture finanziarie certe, pur riconoscendo il potenziale attrattivo dell’opera. La consigliera regionale Rosa Barone ha auspicato che il Cristo possa diventare un simbolo unificante, capace di superare le divisioni tra i comuni della Capitanata.
Sul piano sociale e culturale, l’avvocato Michela D’Onofrio, del Touring Club, ha sottolineato l’importanza di coinvolgere la comunità locale, affinché il progetto non venga percepito come “calato dall’alto”. Una rappresentanza dell’Ordine dei commercialisti ha inoltre proposto la creazione di un comitato scientifico, finalizzato alla definizione di un piano economico-finanziario solido, basato sulla fondazione “Veneranda Fabbrica del Cristo”.
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