Van der Poel cambia la bici nella foresta di Arenberg (Photo credits A.S.O./Pressesports/Etienne Garnier)
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Nessuno prende il via alla Parigi-Roubaix credendo che verrà salvato dalla fortuna. Ma certo non ci si poteva aspettare che la sfortuna si sarebbe accanita così tanto contro Mathieu Van der Poel.

I suoi problemi si sono concentrati principalmente nella foresta di Arenberg, dove è rimasto fermo a lungo, corso in senso contrario, preso la bici di Jasper Philipsen, poi ripreso la sua dopo che Tibor Del Grosso l’ha aiutato dandogli una ruota, e forato nuovamente.

Ad Eurosport ha raccontato: «Ho forato due gomme. Ero a più di due minuti di ritardo. A quel punto sai che la gara è finita. Come ho fatto a forare? Proprio come capita a tutti quelli che forano sul tratto di pavé».

Il primo ad aiutarlo è stato Jasper Philipsen, che però stava usando pedali diversi. «Lo sapevo. Certo, non era nei piani che prendessi la sua bici, ma penso che non si sentisse bene, quindi me l’ha data. Volevo uscire dalla foresta di Arenberg con quella, ma era impossibile. Allora ho ripreso la mia bici, perché intanto Tibor mi aveva dato una ruota dalla sua. Ma poi ho forato di nuovo e ho capito che era finita».

Accodandosi ad altri corridori, Van Aert è arrivato fino ad un ritardo di 30” da Van Aert e Pogacar e alla fine ha concluso 4°. «Non immaginavo proprio, a dire il vero. Ho sprecato tantissime energie cercando di rientrare nel gruppo».