A Verissimo
La modella italoamericana arriva in studio elettrizzata: «Sono fuori dalla Casa ma sono contenta di essere qua, grazie per l’opportunità».
Il ruolo di madre
«Sono una supermamma e mio figlio mi sprona a essere così. Lo cresco da sola perché il mio compagno, Davide, è venuto a mancare in seguito a un incidente stradale quando lui era ancora piccolo, ma comunque per mio figlio ho cercato di mettere da parte il dolore, per non fargli pesare la situazione, e anche se a volte devo partire per lavoro cerco sempre di stare il più possibile con lui».
Il compagno scomparso
«Davide era un campione, sono ancora innamorata di lui, è stato il mio primo amore. Con lui ho fatto le prime follie, tra cui nostro figlio, ed è così presente per me che non riesco a parlare di lui al passato. Ci parlo ancora, lo vedo e la stessa cosa fa mio figlio, guardando le stelle».
I due padri
«Sono cresciuta con i miei ma mia madre era una donna di spettacolo, e quindi quando si sono lasciati sono andata a vivere con lei a Milano; mi ha cresciuto più come amica che come figlia. Poi mi ha detto che la persona che mi ha cresciuta non era il mio padre biologico, e lì ci sono rimasta male. Io non avevo la forza però di chiedergli se fosse effettivamente vero. Poi un giorno mia madre mi ha passato in videochiamata un uomo che si è presentato come mio “vero” padre, ma non l’ho accettato, ho salutato e sono andata via. Sono rimasta delusa da mia madre perché ho sempre detto a tutti di essere mezza sarda e mezza americana, anche se il colore della mia pelle è molto scuro e tante persone mi chiedevano perché non fossi mulatta visto che mio padre è bianco.
Il senso di appartenenza
Dopo aver letto una lettera scritta da suo padre Angelo, Ibiza, vistosamente commossa, spiega: «Io comunque mi sento un’Altea, mi sento figlia sua, non mi ha mai fatto sentire una pecora nera, anche se ho fatto tante cavolate, lui è la mia stabilità. Mio figlio si chiama Angel per questo».
La figura di mamma Priscilla
«Il rapporto con mia madre è complicato. È una supernonna ma con me non c’è stata molto. È una donna speciale ma ha accettato di diventare madre troppo tardi evidentemente. Badava molto alla teatralità nella vita, ma io a volte avevo bisogno solo di una mamma. E io cerco di fare diversamente per mio figlio, cose semplici: un piatto di pasta, una coccola, l’amore di una mamma. Mia madre mi ha messo tanta pressione addosso per il fisico e la bellezza: io a due anni ho fatto degli shooting, ero una baby model, quindi il suo sogno, cioè di diventare una showgirl, che non ha raggiunto perché ha avuto me, lo ha provato a raggiungere attraverso me».