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Paolo Tomaselli, inviato a Como

La squadra di Chivu va sotto 2-0, poi il poker con le doppiette di Thuram e Dumfries. Ora il Napoli è a -9, il titolo è a un passo

Rimonta due gol di svantaggio. Ne segna 4 (come all’andata) alla miglior difesa del campionato. Subisce un rigore che non c’è all’89°. E soffre fino alla traversa, in pieno recupero, di Ramon che rimbalza il Como fuori dal quartetto Champions. È una notte da brividi quella dell’Inter a Como, ma sono brividi da scudetto, perché con il pareggio del Napoli, la squadra di Chivu a sei giornate dal termine allunga il vantaggio a 9 punti e mette le mani su mezzo tricolore, forse anche qualcosa in più. Per 45’ minuti sembra un vaso di cristallo che sta per scivolare di mano ai nerazzurri, messi sotto dalla squadra di Fabregas e dal divino Nico Paz. Poi un gol di Thuram prima dell’intervallo cambia tutto: ancora il francese e Dumfries completano la rimonta, di potenza, classe, ma anche di nervi. Il penalty di Da Cunha riaccende una partita con 10 ammoniti, nella quale a fare la differenza sono le scelte di Chivu nella ripresa: fuori Dimarco, Bastoni, Esposito, tre dei reduci di Zenica ancora fuori fase. Ed è un’altra Inter. Capace di alzare il ritmo della fuga anche senza Lautaro, nello stadio dove un anno fa all’ultima giornata aveva perso il campionato: non male come location per girare uno spot scudetto. «Abbiamo fatto fatica — dice Chivu — ma abbiamo reagito dopo il secondo gol e cambiato atteggiamento, tirando fuori un po’ di carattere. Vittoria scudetto? È una vittoria di gran maturità: faccio come i miei colleghi e dico che siamo vicini all’0biettivo Champions…».

Finora, senza Lautaro la media di punti e gol dell’Inter era dimezzata. E lasciare anche l’iniziativa al Como non è buona idea: i nerazzurri per 45’ non riescono a uscire e sul proprio lato sinistro soffrono i movimenti di Diao, che depotenzia Dimarco, e quelli di Paz che attacca alle spalle Bastoni. Che siano loro a ribaltare i nerazzurri con due schiaffi non è un caso. Il primo nasce da un delizioso velo di Diao che libera Paz e prende in controtempo Calhanoglu; l’argentino irrompe in area, si porta la palla sul sinistro e calcia, trovando la respinta di Sommer che diventa un assist per Valle, che in corsa segna il primo gol da professionista. Pochi minuti dopo, sul lancio perfetto del portiere Butez, Paz si invola ancora sul centro sinistra interista, libero come l’aria perché Bastoni è fuori posizione e Acerbi resta a metà strada: il sinistro rasoterra del numero 10 di scuola Real è preciso e angolato, Sommer tocca la palla, che però sbatte sul palo e entra per il raddoppio. Il Como all’improvviso si ferma compiaciuto e prima dell’intervallo, Thuram su cross da destra di Barella trova la zampata che tiene aggrappata l’Inter alla partita.



















































È il gol che cambia tutto, perché a inizio ripresa Marcus raddoppia su lancio di Barella, sfruttando con freddezza e precisione il buco lasciato da Kempf e dal portiere Butez, fuori dai pali. Chivu cambia tutta la fascia sinistra, blindandola con Augusto e Henrique. E attacca forte sulla destra con Dumfries, che prima segna il 17° gol di testa dell’Inter (record in Europa) su punizione di Calhanoglu. E poi nella stessa posizione nel cuore dell’area sfrutta una sponda di Akanji per chiudere la partita dopo una parata decisiva di Sommer su punizione di Paz. In teoria, perché tra mille scintille assortite la Var richiama Massa per dire che il fallo di Bonny sul solito Nico è sulla linea, senza valutare l’intervento. Da Cunha accorcia, ma l’Inter scappa: la fuga adesso è quella buona.

12 aprile 2026 ( modifica il 12 aprile 2026 | 23:35)