L’eliminazione con i turchi ha fatto volare i bianconeri: 4 vittorie e 2 pareggi. Ma c’è Yildiz da gestire: il ginocchio è infiammato


Filippo Cornacchia

Giornalista

13 aprile – 08:18 – TORINO

Se la Juventus dovesse qualificarsi in Champions, la cartolina stagionale sarebbe un mix delle bellezze di Milano, Bergamo e del lago di Como. Una sorta di spot per un weekend da sogno in Lombardia, un po’ come quello vissuto dalla Signora nelle ultime ore. Nell’arco di due giorni e di una cinquantina di chilometri, quelli che dividono le tre città, il finale campionato di capitan Locatelli e compagni ha preso una piega diversa. I bianconeri sono scattati in classifica un po’ come Boga in campo. Tanto che adesso, dopo la vittoria in casa dell’Atalanta e le cadute di Milan e Como, la squadra di Luciano Spalletti è quarta (a +2 su Fabregas e +3 su Gasperini) e ha il destino Champions tra le mani. Dal correre in salita, alla pianura. Sei partite sono una vita e “noi abbiamo il calendario peggiore”, ha sottolineato l’allenatore toscano nel post Atalanta. In ogni caso, 6 successi garantirebbero alla Juventus il biglietto per l’Europa più ricca senza calcoli. Uno scenario difficilmente immaginabile al 90’ di Roma-Juventus (primo marzo), quando i bianconeri erano sotto 3-2 all’Olimpico e serviva grande fede per immaginare il 3-3 finale di Gatti. La scintilla per la rimonta delle ultime giornate. Como e Roma sorpassate e l’ex Allegri – avanti di sole tre lunghezze col Milan – sa che vedere la Juventus nello specchietto è poco rassicurante. A maggior ragione con lo scontro diretto di San Siro (26 aprile) ancora in programma. 

che bagarre—  

La Juventus sabato notte è andata a dormire quarta e ieri sera si è messa sotto le coperte con umore ancora migliore: stessa posizione e +2 sul Como, ma senza asterischi e con lo stesso numero di partite. Il rallentamento di Cesc Fabregas, la frenata del Milan e il cambio di passo della Signora hanno accorciato la classifica e rimesso in discussione anche il terzo posto. La bagarre è totale. La Juventus ha raggiunto quota 60 e deve guardarsi le spalle dal Como (58) e dalla Roma (57). Allo stesso tempo, però, Spalletti può allungare lo sguardo in avanti allargando il mirino al Milan. Un motivo in più per tentare fino all’ultimo il difficile recupero del lungodegente Vlahovic per la panchina del Meazza. 

la scalata—  

Spalletti ha rinnovato il contratto fino al 2028 per tornare a vincere lo scudetto, però non vuole aspettare un anno per vendicare la bruciatura subita nel playoff perso a febbraio contro il Galatasaray. Una scottatura che ha avuto effetti positivi in campionato. Dalla rimonta soltanto sfiorata in Coppa, i bianconeri non hanno più perso in Serie A: 4 vittorie e 2 pareggi. I 10 punti nelle ultime quattro giornate (vittorie con Udinese, Genoa e Atalanta, pari con il Sassuolo) hanno permesso a Spalletti di recuperare 7 punti al Milan di Allegri, nel frattempo crollato. Il Como ne ha totalizzati 7 in 4 gare, la Roma 6 e l’Atalanta 7, con l’unico ko proprio sabato contro l’ex Boga. A Spalletti interessa il traguardo finale, non l’intermedio, però intanto la velocità tenuta da quando ha sostituito Tudor sulla panchina della Signora fa pensare positivo negli ambienti bianconeri. L’ex ct in Serie A ha una media punti vicina al 2 (1,96) e dal 30 ottobre, quando ha ereditato una Juve fuori dalla zona Champions, soltanto Inter e Napoli hanno conquistato più punti, il Milan gli stessi. 

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Piano Yildiz, ciao Cabal—  

La corsa della Juventus riprende domenica col Bologna. Primo di sei incroci tutt’altro che comodi: Milan e Lecce in trasferta, Verona e Fiorentina in casa e derby col Torino all’ultima giornata. Rush finale che Spalletti è costretto a vivere con la stella Kenan Yildiz da gestire a causa della nuova infiammazione al ginocchio. Un fastidio che avrebbe fatto alzare bandiera bianca a molti giocatori col Mondiale americano in arrivo. Non al turco, che non vuole abbandonare i compagni nel momento più delicato e decisivo. Stagione invece già finita per Juan Cabal, fermato da un problema muscolare alla vigilia di Bergamo.