di
Giacomo Valtolina e Laura Vincenti

Il Fuorisalone dell’anno olimpico punta a riprendersi il primato di richiamo internazionale in città: molti i luoghi da scoprire. Prima apertura per Villa Pestarini, tra via Washington e il Lorenteggio, l’unica residenza privata progettata a Milano da Franco Albini, l’uomo delle iconiche forme del metrò

Una settimana al via, da lunedì prossimo si parte. Il Fuorisalone dell’anno olimpico punta a riprendersi il primato di richiamo internazionale in città. Sull’onda del battage del Salone in giro per il mondo, in fiera si attendono più americani e cinesi, mentre la città consolida il suo assetto centripeto. Incursioni industriali ed esplorazioni cittadine ridotte all’osso, nuovo tripudio di palazzi storici alla mercé di lusso e grandi brand. Assalto a Brera e al Quadrilatero — spostato verso la Montenapo del design, via Durini, verso le installazioni alla Statale — poi Tortona, 5Vie, Isola, Porta Venezia, Centrale. Per trovare nuove destinazioni bisogna setacciare le mappe.

Tra sacro e profano, oltre l’Isola, ecco apparire sulla cartina i rinascimentali chiostri di Santa Maria alla Fontana, sorti nel Cinquecento sopra la sorgente di acque miracolose, già terzo polo ospedaliero della città dopo Ca’ Granda e Lazzaretto, con «Wideyes», nuovo format che unisce design e musica con all’esterno — fuori i mercanti dal tempio — l’area dedicata all’aperitivo.
Prima apertura al pubblico anche per Villa Pestarini, tra via Washington e il Lorenteggio, l’unica residenza privata progettata a Milano da Franco Albini, l’uomo delle iconiche forme del metrò. La casa è nell’ambito del vicino circuito Alcova che dalla Brianza e dal Macello di viale Molise torna all’ospedale militare (a Inganni), dove per la prima volta sarà aperta anche la chiesetta con installazioni immersive. Anche qui dj set e food, anche la sera, e quel biglietto di 25 euro, che ha già fatto storcere il naso ai puristi dell’evento.



















































A Brera, invece, per affrontare lo spinoso tema delle code infinite per gadget e selfie, debutta il «passaporto» digitale che permetta un’unica registrazione per chi aderisce all’iniziativa, in tutte le zone.
Il «cuore» del Superstudio, intanto, si fa in tre: via Tortona, Maxi alla Barona e il nuovo Village alla Bovisa. Maestri dell’architettura protagonisti invece venerdì 24 della prima «Notte bianca del progetto», organizzata in città per la prima volta dal Salone, per visitare le 150 tra case-studio, archivi e fondazioni come Castiglioni, Magistretti, Aulenti, Muzio, Albini e Ponti.
Case, palazzi ed edifici storici, si diceva: in via Bigli debutta la casa privata progettata da Osvaldo Borsani. Palazzo Galbani, alla Centrale, ospita la prima edizione milanese Paris Internationale (gallerie d’arte) mentre ai Magazzini raccordati Dropcity prende sempre più spazio. Si svela anche la Torre Velasca con una mostra al 16esimo piano.

Tra le conferme, torna L’Appartamento by Artemest, poi Palazzo Litta, Palazzo Bovara e Palazzo Castiglioni, con Elle Decor, l’ex Seminario Arcivescovile, oggi Portrait con Audi, Villa Mozart e Villa Necchi, Palazzo del Senato, Palazzo Serbelloni, con Louis Vuitton, Palazzo Citterio, Palazzo Isimbardi, e anche la sede del Corriere con un’installazione di Mario Cucinella. All’Isola torna il fascino della Fabbrica Sassetti, ex opificio anni 30.
Moda, lusso, ma anche cibo. Ovunque: dal food district in Porta Venezia, con una rete di ristoratori. Tra i debutti, McDonald’s festeggia i 40 anni in Italia con Tortona Rocks e la salsa di pomodoro Mutti rompe un tabù alla Statale, accolto nel Portico Richini da Interni: 20mila lattine per raccontare i 55 anni del brand.


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13 aprile 2026