Andrea Tirone e Roberto Conigliaro, il duo di Mind Enterprises, da oltre un anno dominano i social con uno stile ironico e retrofuturista. Con la guerra in Iran i loro video sono diventati anche un (involontario) simbolo politico
C’è una cucina piastrellata, da qualche parte nel Mediterraneo. Sul tavolo ci sono un posacenere di plastica con il logo Cinzano, un bicchiere di Campari e un giradischi vintage. Due uomini in polo anni Ottanta guardano l’obiettivo con la stessa aria impassibile di chi aspetta l’autobus. Uno ha i baffi, l’altro no. Poi parte il synth.
Da più di anno, i video dei Mind Enterprises hanno cavalcato l’onda dei meme. Ora hanno preso un’altra onda e sono diventati un simbolo dell’Europa, scherzoso ma mica troppo, di fronte al livore e alla rabbia Maga che arriva da oltreoceano. A scandire il successo del duo non è solo l’«italodisco» frizzante che si pianta subito in testa, ma la confezione maniacale dell’intero progetto. Uno stile visivo – dal look, ai dettagli dell’arredamento, alla fotografia – che sembra preso da un filmino di famiglia ripescato da una cantina della cintura torinese e che invece è costruito con una precisione quasi filologica.
Uno è Andrea Tirone, fonico di formazione, il Secco. L’altro è Roberto Conigliaro, detto Baffone, batterista. Quello che è diventato un fenomeno globale è cominciato come una serie di video girati nella cucina del loro appartamento di Barcellona: momenti scherzosi tra amici che si sono trasformati in qualcos’altro. Beninteso: non sono affatto due tizi improvvisati, baciati dalla fortuna dell’algoritmo. Tirone aveva lasciato Torino nel 2012 per Londra, poi era approdato a Las Palmas de Gran Canaria, dove nel 2017 nasce il singolo Monogamy e il progetto prende forma. Il duo si costituisce ufficialmente nel 2020, firmando con Because Music, etichetta di culto della dance europea.
La disco music italiana esercita ancora oggi un fascino potentissimo sul pubblico internazionale e i Mind Enterprises si sono inseriti in questo solco, ma a modo loro. Giocando su un retrofutursimo che è caldo come la nostalgia, ma non straniante, quasi accogliente. Guardare i loro videoclip è come essere intrappolati in un sabato pomeriggio del 1983 e non avere nessuna intenzione di andarsene.
L’esplosione social arriva nel 2025. I video del duo invadono i feed di tutto il mondo: Secco e Baffone nei loro abiti migliori, jeans e polo colorate, sigarette in mano, bevande anni 80 sul tavolo, i luoghi italiani.
Ma è nelle ultime settimane, su X, che avviene il salto di registro. Mentre in Europa monta la reazione all’aggressività politica d’oltreoceano e alle conseguenze dell’attacco all’Iran, i meme dei Mind Enterprises vengono adottati come simbolo involontario di un’identità europea alternativa. Qualcuno posta le loro clip come risposta alle tariffe doganali americane; qualcun altro li accosta alla data del 9 maggio, Festa dell’Europa, facendo notare che quel giorno si esibiscono ad Anversa.
Il formato si cristallizza: qualcuno scrive la provocazione (Trump che chiede all’Europa di mandare navi nello Stretto di Hormuz, Netanyahu che intima alla Spagna di «pagare un prezzo immediato», un utente americano che spiega agli europei quanto siano poveri rispetto all’Arkansas…) e la risposta è sempre la stessa. Una clip di Secco e Baffone sul balcone, impassibili, che suonano. La formula funziona perché non ha bisogno di spiegazioni: l’indifferenza olimpica dei due dj di italodisco dice tutto quello che serve.
Non a caso, anche dopo la caduta elettorale di Orban, tantissimi hanno ripescato i Mind Enterprises.
Il negroni come contrappunto ironico al cappellino rosso trumpista, la polo vintage a righe come antidoto al machismo di Hegseth e soci, il balletto super-rilassato come risposta strafottente alla retorica del pugno sul tavolo. Tutte cose che non hanno nulla del manifesto politico e che funzionano, nel linguaggio sintetico e sarcastico dei social, proprio per questo.
Il duo ha cavalcato l’onda dei meme ed è impegnato in un tour mondiale: le tappe negli Stati Uniti, ironicamente ma non troppo, sono andate quasi tutte esaurite, con il fiore all’occhiello di una doppia data al Coachella, il festival di culto in California.
Alle porte c’è un nuovo album, «Negroni Love», in uscita il 22 maggio, che espande il loro consolidato universo: temi di fuga notturna, nostalgia mediterranea, sigarette, partite di calcio e interminabili estati europee. Il singolo «Tuttosport» (sì, il titolo è preso dall’omonimo quotidiano sportivo torinese) scandisce risultati del calcio italiano di altri tempi sopra un giro elettronico ossessivo.
Secco e Baffone non hanno cercato di diventare un simbolo. Si sono limitati a girare dei video in cucina, con i vestiti giusti e la luce sbagliata. Il resto lo ha fatto l’algoritmo. E soprattutto il momento storico, che aveva bisogno di qualcuno che ballasse con una sigaretta in bocca senza spiegare perché.
Per non perdere le ultime novità su tecnologia e innovazione
iscriviti alla newsletter di Login
13 aprile 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA