L’estate prossima il reparto nevralgico dei nerazzurri verrà profondamente modificato dal mercato: tra potenziali rinnovi, scadenze e nuovi arrivi, ecco quali potrebbero essere le grandi novità


Gregorio Spigno

Giornalista

13 aprile 2026 (modifica alle 18:17) – MILANO

Tutto passa sempre da lì. Dalle bombe di Calhanoglu, dalle geometrie di Zielinski, dalla corsa di Barella. Ma pure dagli inserimenti di Mkhitaryan e Frattesi (anche se decisamente a singhiozzo nella stagione attuale), dalle giocate a partita in corso di Sucic e Diouf. Insomma, inevitabilmente gran parte della costruzione di gioco dell’Inter passa dal centrocampo nerazzurro. Ma la dirigenza ha da tempo messo nel mirino Manu Koné della Roma, non esclude il rinnovo di Calhanoglu e investirà nel ritorno alla base di Aleksandar Stankovic, pronto a rivestire la maglia nerazzurra a seguito del proficuo prestito in Belgio. Ecco perché – considerando pure umori, scadenze e una bozza di cambio modulo che per il momento non è stata approfondita ma è rimasta nella mente di Chivu – tra un paio di mesi appena potrebbe prendere il via una mezza rivoluzione che coinvolge quasi tutti i profili nevralgici dell’Inter.  

chi parte, chi resta, chi arriva—  

Andando quindi oltre quello che riguarda il tema del mercato interista in generale – e quindi ai nomi dei vari Vicario, Muharemovic, Gila, Solet, Palestra, Diaby – ma soffermandosi solo sul centrocampo, diventa inevitabile trattare il tema del modulo. Perché l’idea di Chivu di accantonare il consolidato 3-5-2 con cui l’Inter gioca ormai da quasi un decennio non è certamente finita in soffitta, e la rivoluzione porterebbe ad un 4-3-3 elastico che potrebbe trasformarsi a seconda dei momenti. La certezza? Sempre tre centrocampisti, ma ad oggi la rosa nerazzurra ne conta addirittura 7, a cui sicuramente si aggiungerà Aleksandar Stankovic per arrivare ad 8 e se davvero la Roma dovesse cedere Koné all’Inter persino 9. Così scatterebbe l’operazione sfoltimento. Mkhitaryan, per esempio, è in scadenza di contratto il prossimo 30 giugno e ancora in ballo per un’ipotetica conferma ma la sensazione è che possa prevalere la solita linea tracciata da Oaktree e quindi arrivare l’addio. 

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Poi ci sono Frattesi al capolinea da mesi, Diouf ancora oggetto misterioso (siamo ad aprile…) e appunto Calhanoglu. Il futuro del turco resta difficile da decifrare: da una parte resiste la voglia di sbarcare per la prima volta nella Super Lig turca, dall’altra anche in una stagione condizionata dagli infortuni Hakan ha confermato la sua centralità (i gol sono 9 in 21 presenze, di cui poco più della metà da titolare) e appare difficile rinunciarvi, soprattutto considerando che il suo, di accordo, scadrà nel 2027 e diventerebbe difficile incassare in termini economici l’apporto che regala sul campo alla squadra di Chivu. Quindi, rinnovo? Tutto può succedere. All’appello mancano Barella molto legato all’ambiente, Sucic considerato potenziale crack per il futuro e Zielinski, che si è trasformato, ha dimostrato grande duttilità e rimarrà. Così potrebbero restare in 6 per 3 posti. Nuovi, vecchi, titolari e pezzi di ricambio: Barella, Calhanoglu, Koné; Stankovic, Zielinski, Sucic. Con il futuro di Diouf in dubbio. Mica male, come rinnovamento.