Una storia d’amore nata online, i progetti per il futuro, le richieste di denaro, poi il crollo. Marcella ha raccontato a La volta buona di essere stata vittima di una truffa sentimentale che, negli anni, l’avrebbe portata a perdere quasi 900mila euro e a stravolgere completamente la sua vita. Tutto sarebbe iniziato su un sito di incontri: «Ci siamo conosciuti online, lui aveva una foto di Hugh Jackman, ma io non conoscevo l’attore. Lui diceva di essere un medico e inizia così la storia d’amore», racconta Marcella. «La voglia di incontrarlo c’era, ma lui poi si ammala e inizia a fare le richieste di denaro per curarsi perché non riusciva a lavorare». Da lì, spiega, sarebbe nato anche un progetto di vita condiviso: «Una fattoria didattico sperimentale, pensavamo a una vita insieme».
La truffa
Col tempo, però, il peso economico e psicologico è diventato enorme: «Io ero mediatrice familiare, adesso faccio l’operaia. Ho dovuto cambiare lavoro, anche per la situazione economica in cui mi sono ritrovata». La relazione sarebbe andata avanti per molto tempo, fino alla denuncia presentata nel 2022: «È stata una fatica immensa. Negli anni gli ho dato quasi 900mila euro, ho venduto lo studio per lui perché c’era questo progetto insieme, dovevamo realizzarlo».
Marcella chiarisce anche un punto: «Negli anni abbiamo fatto una videochiamata, non ho mai pensato che fosse Hugh Jackman, non l’ho riconosciuto».
Poi la svolta: «L’ho incontrato quando l’ho identificato nel 2023». Le conseguenze, racconta, sono ancora molto pesanti. «Io sono in analisi perché ho gli attacchi di panico e non dormo perché ho paura che vada tutto in prescrizione», spiega. A farle capire che qualcosa non tornava sarebbe stato il figlio più piccolo: «Mi ha fatto capire che mi stava prendendo per i fondelli». Ma per molto tempo lei aveva scelto di fidarsi: «Inizialmente non gli dicevo niente, lui era comunque malato e io lo rispettavo e cercavo di aiutarlo in tutti i modi».
L’uomo, secondo il suo racconto, era riuscito a entrare anche nella vita della sua famiglia. «Lui parlava con la mia migliore amica, con mio fratello, mia madre e mio figlio», dice Marcella. E ricorda un episodio che ancora oggi la ferisce: «Quando è venuta a mancare mia mamma, lui ha mandato una corona di fiori scrivendo “il tuo genero Simone”, che coraggio».
Infine, il faccia a faccia che ha chiuso la lunga illusione: «Lui è stato identificato a casa sua, è sceso, ci siamo incontrati e ha confessato tutto».
Ultimo aggiornamento: lunedì 13 aprile 2026, 16:54
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