Salvatore Cannoni, 68 anni, cicloamatore originario di Tavernelle, frazione di Panicale, è deceduto durante la “Cicloturistica del Lupo”, manifestazione che rientra nel più ampio progetto “Pedalando l’Umbria di Francesco”, cadendo in un dirupo.

L’allarme è scattato quando, al termine della gara, gli organizzatori hanno notato una pettorina mancante: il numero che identifica ogni iscritto e che, idealmente, segna il passaggio di ogni partecipante lungo il percorso. Quella di Salvatore Cannoni non è mai stata registrata al traguardo. Quello che inizialmente sembrava un semplice contrattempo – l’ipotesi più rassicurante era che il ciclista si fosse fermato da solo o avesse deciso di concludere la pedalata in autonomia – si è rapidamente trasformato in un’angoscia crescente. Man mano che le ore passavano, la preoccupazione per il disperso ha preso il sopravvento.

Il ritrovamento, nel primo pomeriggio, ha purtroppo messo fine a ogni speranza. Lungo la Strada provinciale 240 di Ghigiano, poco sotto il valico in direzione di Colpalombo, alcuni presenti hanno scoperto un corpo inanimato in fondo a un dirupo profondo circa sei-sette metri. Si trattava proprio di Salvatore Cannoni. Secondo una prima ricostruzione, la caduta fatale sarebbe avvenuta in mattinata, ma il corpo è stato rinvenuto solo diverse ore più tardi.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Gualdo Tadino e del Radiomobile della Compagnia di Gubbio, i sanitari del 118 – che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso – e i vigili del fuoco del distaccamento eugubino. Data la difficoltà di accesso all’area, le operazioni di recupero della salma hanno richiesto l’intervento specializzato del Sasu (Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria), con tecniche speleo-alpino-fluviali.

L’uscita dei pompieri è stata registrata intorno alle 15.15, mentre il corpo è stato recuperato solo dopo l’autorizzazione del magistrato di turno della Procura della Repubblica di Perugia.

Mentre i soccorritori lavoravano sul posto, il nome di Salvatore Cannoni ha iniziato a circolare sui gruppi di ciclisti e sui social network, tra messaggi di cordoglio, sconcerto e incredulità. “Una domenica da trascorrere insieme agli amici di sempre, quelli con cui condividere i momenti liberi e la fatica di pedalare”, aveva pensato l’uomo prima di partire da Tavernelle. Invece, quella stessa fatica e quella stessa passione lo hanno condotto a una tragica fine.

Saranno ora gli accertamenti medici e i rilievi tecnici a fare luce sull’esatta dinamica dell’incidente. La Procura ha aperto un fascicolo e disposto l’autopsia sul corpo del 68enne, per stabilire con certezza le cause del decesso e l’ora precisa della caduta. Non è ancora chiaro se il ciclista abbia avuto un malore, se abbia perso il controllo della bicicletta a causa di un ostacolo o di una buca, o se vi siano altre concause.

La Cicloturistica del Lupo non è una gara competitiva, ma un evento cicloturistico a sfondo spirituale e paesaggistico, che quest’anno assumeva un significato speciale in vista dell’ottavo centenario della morte di San Francesco (2026). Erano previsti due percorsi: uno corto di 69 chilometri (dislivello 780 metri) e uno lungo di 98 chilometri (dislivello 1.200 metri). La partenza, l’arrivo e il pasta party erano stati allestiti al Centro commerciale Ferratelle, mentre il Centro commerciale Porta Nova di Gualdo Tadino fungeva da snodo intermedio.

Proprio sul percorso lungo, lungo la SP 240, un tratto suggestivo ma insidioso, la giornata di festa si è trasformata in lutto. La comunità del ciclismo umbro e l’intera Valnestore piangono la perdita di Salvatore Cannoni, uomo noto e stimato, vittima di una caduta che nessuno avrebbe mai voluto immaginare.