Il titolo del primo episodio è una parola sola: “Andale”, una parola entrata nell’immaginario popolare anche fuori dallo spagnolo, Speedy Gonzales ce l’ha insegnato quando eravamo bambini: andale, andale, arriba, arriba. Forza. Avanti. Non aspettare. Ma Levinson usa quella parola come un contrappunto amaro: l’episodio parte dall’ultima promessa che Rue aveva fatto alla fine della seconda stagione, sulle note di I’m Tired, con la voce di Zendaya che diceva: “Sono rimasta pulita per tutto l’anno scolastico. Il pensiero di poter essere una brava persona mi spinge a cercare di essere una brava persona.” Una promessa fatta in buona fede. E di buone intenzioni, si sa, è lastricato l’inferno.

Quello che segue è un catalogo visivo di istinti primordiali che percorre l’intero episodio come un contrappunto silenzioso. Levinson costruisce un vero e proprio bestiario dell’America contemporanea: mentre il bus Greyhound porta Rue verso la California con il cartello “Entering Pacific Time”, un serpente striscia nella sabbia del deserto – e non serve essere un esegeta per capire cosa significhi un rettile che striscia. Alla dogana sul confine col Messico, un cane poliziotto orina su uno pneumatico mentre Rue si precipita verso il colino. A casa di Laurie, uccelli esotici in gabbia osservano la scena mentre lei guarda un vecchio western in bianco e nero. Un pollo sgozzato da Watson introduce il viaggio verso la dimora di Alamo. Il coniglietto Playboy campeggia tra calze a rete e autoreggenti nei locali di confine. E’ una puntata che trasuda fluidi corporali e funzioni vitali: ogni animale dice qualcosa che i personaggi non riescono – o non vogliono – dire a parole.

Il tutto incorniciato da un cambio di linguaggio visivo radicale, con Euphoria che diventa un western a tutti gli effetti: formato 2.20:1, riprese in 65mm con nuova pellicola Kodak, colori primari accesi come pugni in faccia. Le note di “Ride Like the Wind” di Christopher Cross – una canzone degli anni Ottanta, melodiosa e vagamente epica, sospesa tra fuga e nostalgia – aprono il deserto, Waylon Jennings segna l’arrivo in California, copripunta a forma di scorpione sugli stivali da cowboy e una pistola placcata d’oro chiudono il quadro. Più quel passeggero Uber vestito da Batman – interpretato dal regista Eli Roth – che sentenzia: “Questa città sta andando allo sbando.” L’unico supereroe in campo è una ragazza che trasporta fentanyl nel corpo. Andale: Euphoria è arrivata nel Far West.