di
Sara Gandolfi
La richiesta di rinvio a giudizio si concentra sull’analisi dei rapporti tra Gómez e alcune aziende che le hanno fornito software. Intanto il leader socialista è in visita a Pechino, dove riceve gli elogi di Xi Jinping. E commenta l’indagine così: «Chiedo alla giustizia di fare giustizia»
Il giudice spagnolo Juan Carlos Peinado ha concluso lunedì 13 aprile un’indagine durata due anni su Begoña Gómez, moglie del primo ministro socialista Pedro Sánchez, e l’ha formalmente incriminata per quattro capi d’accusa di corruzione, tra cui appropriazione indebita e traffico di influenze. La richiesta di rinvio a giudizio si concentra sull’analisi dei rapporti tra Gómez e alcune aziende che le hanno fornito software gratuitamente: «Una forma di pagamento mascherata» secondo Peinado, perché queste aziende hanno in seguito partecipato a numerose gare d’appalto pubbliche.
Il giudice istruttore approfondisce la teoria secondo cui Gómez avrebbe utilizzato il Palazzo Moncloa come «un centro d’affari», sfruttando il suo status di moglie del primo ministro per promuovere la propria carriera, ottenere finanziamenti privati e ricevere favori in ambito accademico e imprenditoriale. Si spinge anche oltre, accusando la consorte di Sánchez di aver indebitamente utilizzato per i propri «beni personali» i fondi privati raccolti per la cattedra che co-dirigeva presso l’Università Complutense.
La notizia ha raggiunto la coppia durante una visita ufficiale in Cina, dove martedì mattina Sánchez ha incontrato il leader cinese Xi Jinping e firmato un accordo di partnership strategica, smarcandosi ulteriormente dall’alleanza transatlantica con Donald Trump. Al fianco di di Sánchez, come sempre elegantissima, Begoña non ha commentato la sua incriminazione. Lo ha fatto invece il marito, tornando ad insinuare che l’inchiesta del giudice Peinado sia un atto politico contro il governo: «Il tempo rimetterà ogni cosa e ogni persona al suo posto. Io chiedo al sistema giudiziario di fare giustizia. Non ho altro da dire sul tema», ha dichiarato Sánchez ai giornalisti che lo seguivano a Pechino.
Grande sintonia fra i due leader. Xi Jinping ha elogiato la Spagna, che « sta dalla parte giusta della storia» e ha esortato il premier spagnolo a combattere contro la «legge della giungla». Da parte sua Sánchez ha affermato che «oggi si sta calpestando la legalità internazionale». «Chi alza la voce contro i governi che violano il diritto internazionale, paradossalmente, riceve minacce da questi Paesi», ha poi detto il premier, ribadendo che il diritto internazionale in Medio Oriente viene «violato oggi fondamentalmente da un Paese, ovvero il governo di Israele».
Il quotidiano La Vanguardia nota che Gómez accompagna solo in rare occasioni il marito nei suoi viaggi di Stato internazionali. Ma puntualmente, ogni volta il giudice Juan Carlos Peinado le invia «un amichevole promemoria» giudiziario. Lunedì, il ministro della Presidenza, della Giustizia e dei Rapporti con il Parlamento, Felix Bolaños, aveva affermato che l’inchiesta su Gomez ha fatto «vergognare molti cittadini, molti giudici e magistrati» e che ha «arrecato un danno irreparabile sotto molti aspetti alla reputazione del sistema giudiziario».
Il quotidiano di sinistra El Diario sottolinea che «in due anni di indagini non è emersa una sola prova che suggerisca che Begoña Gómez si sia appropriata indebitamente del denaro». Il giudice Peinado ha ordinato il tracciamento dei suoi conti e la verifica dei suoi redditi e ha incaricato la Guardia Civil di indagare su un presunto patrimonio nascosto in conti e depositi presso banche nella Repubblica Dominicana e in Turchia. «In realtà, è stato dimostrato che Gómez possedeva un saldo totale di 21.000 euro distribuito su sette conti correnti della BBVA», ricorda il giornale.
14 aprile 2026 ( modifica il 14 aprile 2026 | 10:32)
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