Carlos Alcaraz subito in campo a Barcellona dopo la sconfitta a Montecarlo: «Fra noi c’è tanta rivalità ma anche ammirazione»

Neanche due giorni dopo la finale persa contro Jannik Sinner a Montecarlo, Carlos Alcaraz è già pronto a tornare in campo. Dal Principato a Barcellona, dal campo Ranieri III alla pista Rafa Nadal, con in mezzo anche un’esibizione con Lorenzo Musetti. Vincesse il torneo in Spagna, dove lo scorso anno fu sconfitto in finale da Holger Rune, Alcaraz tornerebbe subito in cima al ranking, e stavolta non ci sarà neanche Sinner a cercare di rovinargli i piani. «Non sentirò la sua mancanza questa settimana – le parole di Alcaraz alla vigilia dell’esordio contro il finlandese Otto Virtanen -. È uno dei giocatori che più mi spinge a migliorare e a realizzare le mie debolezze. Per questo è molto bello averlo come punto di riferimento, ciò non toglie che ogni tanto sia anche bello giocare tornei separati».

Chissà se accadrà anche nelle prossime settimane: arrivano due Masters 1000 sulla terra, prima Madrid a casa Carlos, poi Roma a casa Jannik. Si divideranno o sceglieranno di scontrarsi nelle due capitali? «Dobbiamo affrontare un giorno alla volta. Non so se arriverò alle fasi finali, se le partite saranno più lunghe o meno. Procederò giorno per giorno e ascolterò il mio corpo. Poi prenderò la decisione migliore e cercherò di portare a termine l’intera stagione sulla terra battuta».

Intanto c’è Barcellona, un Atp 500 che Alcaraz gioca anche per motivi sentimentali: «Questo è uno dei tornei più speciali per me, ho bellissimi ricordi fin da quando ero bambino. Arrivo un po’ stanco, ma molto motivato. Vincere per tornare numero 1 del mondo? È una motivazione extra, credo che questa sia la battaglia che stiamo vivendo io e Jannik. Sicuramente io sono concentrato sul migliorare e so cosa devo fare ancora di più dopo la sconfitta di domenica».

Battaglia in campo, ma soltanto lì: «Ho un ottimo rapporto con Jannik, magari non al punto da uscire a pranzo o a cena ma fuori dal campo molto buono. Sia lui che il suo team sono persone splendide. Penso che il nostro modo di essere fuori dal campo non cambierà: lo dimostra il rispetto reciproco che abbiamo. Abbiamo una rivalità molto forte ma provo una grande ammirazione per lui. Lottiamo per lo stesso obiettivo ma possiamo avere comunque un ottimo rapporto». 



















































14 aprile 2026 ( modifica il 14 aprile 2026 | 11:33)