di
Valentina Santarpia
La Russa: «Giorgia aveva il dovere di prendere le distanze». Tajani: «Lei dice sempre ciò che pensa e sul papa quello che pensano i cittadini». Il leader M5S: «Dopo le ambiguità i nodi sono venuti al pettine». Il segretario di Italia Viva: «Dal referendum ogni giorno hanno un problema»
L’attacco di Trump contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni scatena le reazioni. E la segretaria dem Elly Schlein si schiera con la premier: «La condanna per queste parole sia unanime. Piena solidarierà, non accettiamo attacchi al nostro Paese. Voglio dire che l’Italia è un Paese libero e sovrano e che la nostra Costituzione è chiara. L’Italia ripudia la guerra». Il responsabile Organizzazione di Fdi Giovanni Donzelli commenta: «Ho apprezzato le parole di Elly Schlein a differenza degli altri esponenti delle opposizioni che non hanno colto il senso dell’intervento della segretaria del Pd». Lo dice anche Maurizio Lupi di Noi Moderati: «Bene la solidarietà dell’opposizione. Essere alleati non significa essere sudditi. E il giudizio del centrodestra è sempre stato netto e chiaro: non siamo in guerra, non vogliamo entrare in guerra. Le parole del Presidente Trump nei confronti del Papa erano e rimangono inaccettabili». In linea con il leader Pd Paolo Gentiloni: «Le parole di Trump contro Meloni sono inaccettabili. Ci sarà tempo per rinfacciare gli errori, ora difendiamo l’Italia». Si schiera con la premier anche Carlo Calenda: «Ha avuto coraggio a fare ciò che andava fatto da tempo: dire basta questo pazzo. Il che è già più di quello che hanno fatto tanti altri».
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani interviene sui social: «Fino a oggi il presidente Trump considerava Giorgia Meloni una persona coraggiosa. Non si sbagliava perché è una donna che non rinuncia mai a dire ciò che pensa. E su Papa Leone XIV ha detto esattamente ciò che tutti noi cittadini italiani pensiamo. Il presidente del Consiglio con il governo difendono e difenderanno sempre e soltanto l’interesse dell’Italia». Secondo Deborah Bergamini di Forza Italia «quanto sta accadendo rappresenta una perentoria lezione della storia, e rinnova la nostra missione a dare un contributo per l’unità dell’Occidente, che vede due requisiti irrinunciabili: la solidità della liberaldemocrazia e l’amicizia con un’America che sia generosa e pronta a rispettare la dignità e le scelte dei suoi alleati». Il ministro della Difesa Guido Crosetto sottolinea: «L’amicizia tra Nazioni alleate si fonda sul rispetto, non sulla rinuncia alla propria autonomia di giudizio. Essere alleati non significa accettare tutto in silenzio, ma avere il coraggio di dire con chiarezza ciò che si ritiene giusto. Il presidente del Consiglio ieri ha parlato non per rappresentare una posizione politica ma un sentimento nazionale. Ha semplicemente fatto ciò che deve fare chi guida una Nazione: difendere i propri valori, le proprie Istituzioni e ciò che gli italiani considerano parte della propria identità». «L’attacco di Trump al nostro Presidente del Consiglio è inaccettabile. Colpire lei significa colpire l’Italia», scrive sui social il Ministro per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati. «Le parole di Giorgia Meloni a difesa di Papa Leone XIV – aggiunge – confermano la sua statura: dice ciò che pensa, agisce nell’interesse nazionale, difende i suoi valori e le sue idee. L’Italia non è un gregario: è, e resterà, protagonista dell’Occidente. Alleata degli Stati Uniti, ma libera di dissentire quando necessario», conclude Casellati.
«L’Italia è un Paese sovrano e respinge con forza tutte le interferenze che Trump sta facendo da troppo tempo». Lo ha detto il coportavoce dei Verdi e
deputato di Avs Angelo Bonelli, alla Camera. «A chi ha provocato una guerra in nome di una falsa democrazia, chi ha dato il via a una ignobile organizzazione come il board of peace, noi diciamo no. Chi attacca il Papa con un atteggiamento di blasfemia deve vedere dal Parlamento italiano una profonda condanna. Noi condanniamo questo atteggiamento, che mette a rischio la stabilità del mondo».
Il presidente del Senato Ignazio La Russa è netto: «Meloni aveva dovere di prendere distanze, da cattolica e da premier». In una nota i capigruppo di FdI Galeazzo Bignami e Lucio Malan dichiarano: «Italia e Stati Uniti sono nazioni amiche ed alleate da lungo tempo, a prescindere da chi governa. Dispiace che ultimamente scelte dell’amministrazione americana non appaiano in linea con la visione degli Stati europei, Italia compresa. Ma il dovere degli amici è dire con trasparenza quando non si è d’accordo, non assecondare ciò che si reputa sbagliato. È quanto ha sempre fatto Giorgia Meloni in Europa come con gli Stati Uniti e con gli altri partner, con la chiarezza e la sincerità che hanno restituito alla nostra Nazione credibilità e prestigio a livello internazionale. Un comportamento coraggioso, sempre volto a difendere l’interesse nazionale». Piena solidarietà arriva anche dal presidente di Fi Paolo Barelli: «Esprimere con chiarezza le proprie posizioni, anche nei confronti degli alleati, è un segno di serietà e rafforza la credibilità internazionale dell’Italia. Siamo alleati degli Stati Uniti, ma sosteniamo le loro scelte solo quando le riteniamo condivisibili».
«Abbiamo profondo rispetto per i Paesi amici e alleati ma questo non ci impedisce di dissentire e di dire che il linguaggio della prevaricazione e dell’uomo più forte non appartengono alla nostra storia e alla nostra identità politica», dice il segretario nazionale dell’Udc Antonio De Poli.
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«Trump attacca a destra e a sinistra e quindi gli attacchi non mi sorprendono», dichiara invece il leader M5S Giuseppe Conte. «Ma attenzione proprio in questo contesto, io avevo cercato di avvertire che almeno la linearità e la chiarezza può mettere un po’ al riparo, piuttosto che certe ambiguità che a un certo punto, come tutti i nodi, vengono al pettine»
Duro anche Matteo Renzi: «Ecco le parole del Presidente degli Stati Uniti: Meloni non ha coraggio, non la sento da tempo, non ha fatto nulla sulla sicurezza, ha fallito sui migranti, non lavora per giuste soluzioni energetiche. E questo, Donald Trump, che era il suo alleato: potete immaginarvi cosa dicono di lei gli altri? Giorgia Meloni viene scaricata persino dai suoi, dal suo guru, dal suo leader. Da dopo il referendum ogni giorno un problema. Saranno 15 mesi di piano inclinato fino alle elezioni, il crollo è appena cominciato». Secondo Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe, «Meloni appare come una zattera alla deriva nell’Oceano Atlantico. La presidente del Consiglio abbia un sussulto di dignità e difenda il suo Paese». Per Romano Prodi, ex premier, la rottura con Trump «è un problema estremamente serio»: per Meloni «c’è stato anche il voto ungherese», «tutto uno schema che era anche uno schema interessante, cioè cerco di conciliare la posizione americana e quella europea, questo disegno che aveva una sua logica ora si dimostra che non lo è, politicamente obbliga a un cambiamento di rotta e in questo senso per lei la bandiera si è voltata».
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14 aprile 2026 ( modifica il 14 aprile 2026 | 20:12)
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