di
Matteo Persivale
L’esperto: «Trump gioca su risentimento e razzismo. l’attacco al Papa è in linea con questo elemento che poi è la sua attrattiva»
DAL NOSTRO INVIATO
NEW YORK – «Siamo come gli spettatori di un film dalla trama incomprensibile». Eric Alterman, professore di Inglese alla Cuny, storico e politologo (autore tra l’altro di
Lying in state: why presidents lie and why Trump is worse
, sulle bugie presidenziali nella storia americana) risponde con tono grave, preoccupato.
Cosa sta succedendo professor Alterman? Lei il mese scorso ha scritto un ricordo di uno dei suoi maestri, il filosofo Jürgen Habermas: che ne è stato della «sfera pubblica», lo spazio per il dibattito critico-razionale?
«È successo Trump, ecco cosa è successo. Se la domanda è: perché Trump si comporta così, la risposta non può darla uno storico, ma soltanto lo psichiatra di Trump, se ne avesse uno. C’è un elemento profondamente patologico al lavoro qui, da sempre. È lecito definire patologica una persona che mente con tale frequenza e sfrontatezza, dunque sì, l’America ha un bugiardo patologico come presidente e, letteralmente, nulla di ciò che dice può essere preso per oro colato. Le varie dichiarazioni pubbliche di Trump che paiono più che altro commenti per libera associazione, rendono impossibile la tradizionale analisi politica. Ma la questione centrale per capire il presidente resta sempre la stessa: la disonestà. A tutti i livelli».
In questo quadro l’attacco ripetuto a papa Leone dunque non sorprende?
«L’attacco al Papa resta in linea con la sua principale attrattiva per i suoi elettori, e cioè la capacità di attrarre risentimento e razzismo. In questo senso la guerra in Iran, che ha già perso, entra in questo quadro: l’uso delle bombe, del potere militare americano. Pescare nel torbido. Certo, alla fine poi la Borsa crollerà, ma qui non parliamo di calcoli razionali, parliamo della capacità di scavalcare quelli che normalmente, in politica, vengono considerati calcoli razionali. È per questo che in tanti dicono he’s a madman, è un pazzo scatenato. Nixon fingeva di esserlo per avere dei vantaggi strategici».
Anche Trump interpreta un personaggio?
«Non direi. Ma il punto, anche se pare incredibile, non è nemmeno quello».
Qual è il punto professore?
«La disonestà. Ci avviciniamo al voto di metà mandato. Perché il partito dovrebbe seguirlo mentre Trump si butta giù, in un burrone? Perché farsi trascinare nel baratro? Normalmente, il sistema funzionerebbe in modo tale da fermarlo, da far pressione. Ma qui è sempre lui a fare pressione: Trump è stato eletto due volte, non si vede come possa correre ancora un’altra volta in futuro, quindi perché curarsi degli altri repubblicani? Chi tra loro può dargli qualcosa verrà premiato in qualche modo: gli strumenti nelle sue mani sono tanti. La grazia presidenziale per qualche alleato o per l’alleato di un alleato, gli ordini esecutivi, le criptovalute… tutto fa brodo quando si tratta di usare il potere presidenziale semplicemente, smaccatamente per aiutare gli amici e punire i nemici. La realtà per quanto triste è che le persone più potenti del Paese sono suscettibili alla corruzione».
«È un metodo collaudato, Trump ragiona sempre in termini da boss: hai un business? Io posso fartelo saltare per aria: paga. Hai bisogno di me? Paga tu, allora, che tra le varie cose è anche la sua teoria sulla Nato, come l’Europa sa bene. Abbiamo avuto presidenti intrallazzoni, bugiardi, Nixon scatenava l’agenzia delle entrate contro i giornalisti sgraditi: mai nulla di questo tipo, però. Il metodo è cambiato con Trump».
Lei ha citato Gramsci nel suo ricordo di Habermas: l’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione.
«Sì, perché viviamo giorni bui».
Definire i parametri di «verità» è duro, stanno diventando opachi.
«Donald Trump è di gran lunga il bugiardo più spudorato che abbia mai abitato alla Casa Bianca, ma non è certo il primo… Certo prima di lui i presidenti mentivano per perseguire specifici obiettivi politici… la verità non ha alcun significato per Trump».
«Non lo so, impossibile dirlo. Forse non ne comprende nemmeno il concetto».
14 aprile 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA