di Maria Volpe

Michelini è ospite di Belve, su Rai 2, martedì 14 aprile

Ripubblichiamo l’intervista di Maria Volpe a Giulia Michelini, già uscita su 7 a febbraio. Martedì 14 aprile Michelini sarà ospite di Francesca Fagnani a Belve, in prima serata su Rai 2. 

«Non ero una grande appassionata di motori, ma è un mondo affascinante e per questo alla fine ho accettato il ruolo». Giulia Michelini, attrice, 40 anni, volto amatissimo delle fiction, si è tuffata nel mondo dei motori, diventando protagonista della serie Motorvalley, che ha debuttato su Netflix il 10 febbraio scorso.



















































Giulia Michelini, cosa l’ha colpita di più di quel mondo avventuroso?
«Che sia come una droga. Mettono in gioco tutto per una corsa. Passione senza freni».

Com’è stato lavorare con Luca Argentero?
«Una bellissima scoperta. Ci siamo trovati bene anche con Caterina (Forza)».

Lei ha debuttato a 17 anni nella terza stagione di Distretto di polizia. Cosa le è rimasto di quell’esperienza?
«La magia della novità di fare questo lavoro. L’incoscienza di affrontare quell’avventura».

Ci aveva sperato molto di fare l’attrice?
«Io non volevo fare l’attrice, è capitato. Sono stata molto fortunata».

E cosa voleva fare?
«La veterinaria o al limite l’archeologa».

Lei ha avuto sempre ruoli intensi, impegnativi e legati a fatti di cronaca che hanno cambiato l’Italia: la figlia di Borsellino, la brigatista Braghetti nella fiction su Moro, e il commissario di polizia
«Non saprei spiegarlo, ma è bizzarro. Chissà forse è il bagaglio di due genitori magistrati. È stato importante nella mia vita».

Cosa comporta avere due genitori magistrati?
«Nel tempo costruisci un senso di giustizia».

Il personaggio cucito addosso a lei, che le ha dato la popolarità è senza dubbio Rosy Abate, protagonista dell’omonima serie.
«Rosy non se ne andrà mai, dentro di me resterà per sempre. Sono molto legata a quel personaggio anche a livello personale».

Perché Rosy è stata così amata?
«È una donna che ha un ruolo di potere. Una donna con la pistola determinata che pretendeva e otteneva».

È tornata dopo un po’ di silenzio. Perché?
«Ho compiuto un percorso al contrario. Al massimo della notorietà, giovane e bella, dovevo fare un passo indietro. Per poi ritrovarmi».

Oggi, oltre a Motorvalley, la ritroviamo anche ne Il falsario, sempre su Netflix
«Un’esperienza bellissima, non conoscevo la storia di Tony: immergersi in quel momento storico, gli Anni 70, è stato interessante».

Lui è Pietro Castellitto
«Un fantasista, un fiume in piena. Improvvisa, si lascia trasportare. Ha un modo di lavorare giocoso e professionale insieme».

Ha lavorato in Cado dalle nubi con Checco Zalone. Cosa ricorda di lui?
«Il suo orecchio assoluto: non conosce il pentagramma ma sente una musica e la rifà identica. Talento puro».

Guarda la tv?
«Poco. Adoro documentari e cronaca nera. Sono una fan di Un giorno in pretura e faccio un appello perché torni presto. Non amo la cronaca raccontata nei talk. Per deformazione professionale familiare, voglio il processo, gli atti. Devo pulsare di verità».

14 aprile 2026