di
Giuseppe Di Bisceglie

Un anziano testimone ha pianto vedendo la ragazzina sotto il grosso pino, cadutole addosso mentre tornava a casa da scuola. Tra le persone che cercavano di liberarla anche il padre in lacrime

«Abbiamo provato in venti a liberare la bambina dal peso dell’albero. C’era anche suo padre. Piangeva. Non abbiamo potuto fare nulla». È la drammatica testimonianza di un anziano che si trovava di passaggio su via Veneziano, a Bisceglie, quando è caduto l’albero che ha travolto e ucciso Alicia Amoruso

«I soccorritori hanno lavorato per oltre trenta minuti. Quando la ragazzina è stata estratta era già scura in volto», ricorda, sopraffatto dalla commozione. Un altro testimone racconta di aver sentito la voce di Alicia: «Nonostante le raffiche di vento sentivo che chiedeva aiuto, poi questa voce si è spenta. Abbiamo provato a tirare fuori la bambina da questo disastro ma non ce l’abbiamo fatta».
 
«Sono un nonno e un genitore», aggiunge, quasi a voler giustificare le lacrime. La stessa reazione che, ieri mattina, ha avuto il nonno della piccola Alicia, ritornato sul luogo della tragedia. Qui ha ritrovato gli occhiali della nipotina, nascosti tra le foglie di quel grande pino che si è abbattuto sulla strada. Li ha presi con sé. All’esterno della scuola «Monterisi» è apparso uno striscione, scritto dai compagni di classe: «Alicia Vive» si legge



















































Sul luogo della tragedia, una composta folla di persone porta un pensiero o un oggetto. «Non doveva succedere», dice un residente. La commozione è forte. Il movimento civico «Bisceglie Uguale Popolo» ha manifestato il suo cordoglio esponendo uno striscione con la frase: «Non è stata fatalità ma responsabilità». Gli attivisti hanno chiesto la proclamazione di due giorni di lutto cittadino, un addio solenne e il completo sostegno del Comune alle spese per i funerali, così da sollevare la famiglia da ogni onere. 

«Non è solo una questione formale, ma un atto d’amore dovuto», evidenziano. Mentre a Bisceglie si consumava la tragedia, a Barletta il sindaco Cosimo Cannito è stato costretto ad una ordinanza in urgenza con la quale dava mandato agli uffici tecnici dell’ambiente di procedere all’abbattimento degli alberi a rischio caduta. «Le operazioni di abbattimento, non più rinviabili, si rendono necessarie per garantire la sicurezza pubblica in aree ad alta frequentazione pedonale e veicolare in prossimità di luoghi pubblici», ha affermato il sindaco di Barletta.


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15 aprile 2026 ( modifica il 15 aprile 2026 | 08:18)