MESTRE – C’è una linea invisibile che unisce Venezia e Shanghai tra acqua e cielo, tra rotte antiche e skyline contemporanei. Un filo che parte dai racconti di Marco Polo e arriva oggi fino a una torre tra le più alte del mondo: la Shanghai Tower, 632 metri di altezza, simbolo di una Cina che cresce. Ieri all’M9 il management della Shanghai Tower ha presentato le potenzialità dell’edificio a una platea di 120 persone. Non un semplice grattacielo, ma una città verticale (come ha ricordato Marino Folin) capace di accogliere ogni giorno fino a 16mila persone tra uffici, spazi culturali, ristoranti e hotel. Ma più ancora dei numeri, a emergere è il valore simbolico dell’iniziativa: costruire legami, coma ha detto l’assessore Massimiliano De Martin. 

APPROFONDIMENTI


LA STORIA DI MARCO POLO

«Lo scopo era quello di rilanciare la storia legata a Marco Polo e a quello che Venezia ha rappresentato nei secoli, cercando di riallacciare nuovi rapporti adattati ai tempi», racconta Piergiorgio Baroldi, che con la delegazione italiana ha siglato la nascita di un comitato tra Venezia e Cina durante la missione a Shanghai. Un lavoro nato grazie alle scelte di Caterina Ying Hong, promotrice dell’iniziativa. «Quello a cui assistiamo oggi – ha detto Caterina Ying Hong – non è soltanto la nascita di un evento, ma una connessione viva che sta prendendo forma tra Venezia e Shanghai. È un inizio, discreto ma significativo, che apre nuove possibilità di dialogo e collaborazione culturale. 
«La Shanghai Tower – ha spiegato Mei Xue, general manager Shangai Tower business operation – è non solo un luogo da visitare o da affittare, ma uno spazio da vivere a 360 gradi dove conoscere nuovi amici e invitare imprese italiane ed enti culturali a Shanghai, per investire, organizzare eventi e partecipare alla “Maratona verticale”». Una competizione estrema – 3.398 gradini fino a oltre 550 metri (ne riferiamo a pagina 13 nel fascicolo nazionale) – che diventa simbolo di una sfida condivisa e linguaggio comune tra diversi paesi. «L’amicizia tra Italia e Cina non nasce oggi», ricorda ancora, facendo riferimento a un legame consolidato almeno dall’Expo di Milano 2015. «E Venezia, unica tappa italiana di questo tour europeo, diventa il punto di ripartenza». 
Nel corso dell’incontro all’M9, oltre a Piergiorgio Baroldi (presidente del “Comitato Venice-China Act”) e a Caterina Ying Hong, sono intervenuti tra gli altri l’ex rettore Iuav Marino Folin, l’assessore Massimiliano De Martin e Pan Jing, vice direttrice generale di Shanghai Tower. E’ stata lei a illustrare le possibilità di investimento, ospitalità, eventi, manifestazioni culturali e sportive (la “Maratona verticale”, appunto, un evento che attrae ogni anno 2.000 tra atleti e appassionati di alto livello provenienti da oltre 20 paesi). «Invitiamo i turisti italiani a visitare la Shanghai Tower ha detto Pan Jing – per vivere il fascino delle nuvole e accogliamo con favore gli atleti italiani pronti a sfidare le vette di Shanghai». L’obiettivo è creare una sinergia tra lo skyline delle metropoli moderne e i percorsi naturali del trail running italiano.