di
Lorenzo Cremonesi

Il presidente e la strategia di inviare droni di terra nelle zone più a rischio: «Abbiamo obbligato i russi alla resa, non abbiamo perso neppure un nostro soldato»

La guerra del futuro è già una ben consolidata realtà per i tecnici militari e le unità di droni ucraini impegnati sul fronte russo. Immaginate non più soltanto i droni nel cielo che osservano i movimenti del nemico e lanciano attacchi kamikaze, ma anche piccole autoblindo armate comandate a distanza, droni terrestri che sparano e depongono mine, e soprattutto robot-soldato che vanno all’attacco totalmente incuranti del fuoco nemico. Un ottimo sistema per risparmiare le vite dei propri uomini, specialmente quando gli uffici reclutamento segnalano la mancanza di nuove leve e il fronte è sguarnito. 

Volodymyr Zelensky ha annunciato martedì che «per la prima volta è stata sconfitta e catturata una posizione russa utilizzando unicamente robot di terra e droni». A suo dire, un successo totale. E un precedente che senza dubbio farà scuola. «La nostra operazione ha obbligato i russi alla resa. Noi non abbiamo perso neppure un nostro soldato», ha specificato il presidente ucraino. Non è strano in questo contesto che ultimamente sia l’Arabia Saudita che gli Emirati abbiano concluso importanti contratti di cooperazione militare con le industrie belliche ucraine. 



















































Nonostante Donald Trump abbia platealmente snobbato le offerte di Zelensky di mettere a disposizione la tecnologia dei droni ucraini nel conflitto con l’Iran, l’interesse dei mercati in questo settore è in netta crescita. 

Nelle prime fasi della guerra, erano soprattutto i droni aerei e marini a dominare la produzione bellica.
Ma da tempo si lavora sui robot di terra. Negli ultimi tre mesi sembra che questo tipo di nuovi droni abbiano compiuto oltre 22.000 operazioni. Commenta Zelensky: «Significa che le vite dei nostri soldati sono state risparmiate più di 22.000 volte. Nelle zone pericolose delle prime linee abbiamo inviato droni meccanici anziché i nostri eroi. È il caso di dire che l’alta tecnologia protegge l’alto valore delle vite umane».

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Il presidente ha poi identificato alcuni dei sistemi robotizzati utilizzati nell’operazione: Ratel, TerMit, Ardal, Rys, Zmiy, Protector e Volia. Già nel dicembre scorso il capo di stato maggiore ucraino, Oleksandr Syrskyi, aveva pubblicamente ribadito l’intenzione di intensificare l’utilizzo di droni terrestri. 

Nei sei mesi precedenti vi erano state almeno 2.000 missioni di quel tipo, che equivalgono a circa un decimo di tutte le operazioni. Va aggiunto che circa il 90 per cento delle perdite nei due eserciti è causato dai droni. Gli ucraini mostrano filmati ripresi dalle telecamere dei droni dove i soldati russi mostrano fazzoletti bianchi in segno di resa. I droni vengono anche utilizzati per evacuare i feriti dal fronte. A Kiev si valuta che la sconfitta elettorale di Viktor Orbán permetterà di sbloccare i 90 miliardi di euro stanziati dall’Ue che saranno vitali per finanziare l’industria bellica locale e garantire la sua cooperazione con le ditte europee. Zelensky ha appena firmato contratti rilevanti con Norvegia e Germania. Londra ha iniziato la consegna di 120.000 droni di ultima generazione a Kiev.

15 aprile 2026 ( modifica il 15 aprile 2026 | 23:16)