Massa, 15 aprile 2026 – «Il mio assistito contesta ogni addebito e ha detto di non aver sfiorato» Giacomo Bongiorni, «ovviamente è dispiaciutissimo per quanto accaduto», ma «estraneo alla parte dei fatti che vedono l’esito finale», la morte del padre 47enne. Lo ha detto uscendo dal carcere di Massa l’avvocato Giorgio Furlan, difensore di fiducia di Alexandru Miron, 23enne fermato con l’accusa di omicidio volontario per la morte di Giacomo Bongiorni, l’uomo ucciso davanti al figlio di 11 anni sabato scorso in una piazza di Massa.
Miron ha risposto alle domande del gip nell’interrogatorio di garanzia all’udienza di convalida del fermo. Alla domanda se Miron si sia scontrato con Gabriele Tognocchi – che ha riportato fratture, al setto nasale e di una gamba – l’avvocato Furlan ha brevemente commentato: «Così parrebbe». «Per ora» la vicenda «l’hanno qualificata in rissa», ha detto l’avvocato Furlan rifacendosi alla richiesta di convalida fatta dalla procura di Massa. Riguardo a cosa accadde la sera dell’11 aprile in piazza Palma il difensore di Miron riporta che «la scena era di giovani davanti al kebab» e, riguardo al motivo dello scontro con Tognocchi e Bongiorni – fin dall’inizio riferito a un rimprovero che il primo avrebbe fatto ai giovani per un lancio di bottiglie contro una vetrina – l’avvocato Furlan ha detto che «era caduta una bottiglia in terra, i ragazzi inizialmente avevano raccolto i vetri eccetera, eccetera, è scattato il rimprovero e poi si sa» come è andata «ma non voglio aggiungere altro».
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Il racconto della rissa
“Il mio assistito ha detto che la rissa è nata da un comportamento delle controparti – dice invece l’avvocato Frediani, legale del 19enne Eduard Alin Carutasu – e non dei giovani, per cui non è vero come era stato detto in un primo tempo che questi giovani si stavano mal comportando e che avevano lanciato delle bottiglie contro le vetrate, la vetrata del kebab è infranta da mesi”.
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Il legale ha riportato dettagliatamente la ricostruzione della rissa per come l’ha raccontata il suo assistito: “Per una cosa fortuita – ha detto – mentre due di questi giovani scherzavano, è caduta una bottiglia; gli è stato detto di raccogliere i vetri, lo hanno fatto e la cosa sembrava finita lì, era finita lì. Tanto che sia il Bongiorni che il cognato erano tornati verso il luogo dove si trovavano prima. Invece poi Bongiorni si è riportato nei pressi dei giovani con cui aveva avuto un piccolo alterco prima e gli ha assestato una testata, poi il cognato si è fatto sotto con una bottiglia, a quel punto il mio assistito, con un altro soggetto, è andato incontro al cognato del Bongiorni, lo hanno bloccato e colpito, è nato uno scambio di colpi”.
” Nel frattempo – prosegue – andava avanti l’altro scontro, perché il ragazzo che ha subito la testata aveva reagito. Il mio assistito ha partecipato alla fase che riguardava il cognato e solo alla fine ha visto che il minore che aveva preso la testata era in difficoltà: è andato lì per aiutare l’amico, ma in quel momento il minore è riuscito a ribaltare l’altro soggetto (Bongiorni, ndr) e a farlo finire a terra. A quel punto, quando era già a terra, il mio assistito ha dato un calcio al capo. Una cosa bruttissima, ma secondo il mio medico legale si vede che è un calcio che non ha una carica precedente, un calcio di piatto, più per rabbia che un calcio che vuole fare male, per noi non è stato un colpo mortale, non ha avuto una efficienza causale sulla morte”.

A sinistra il cartello “chiuso per lutto” in piazza Palma a Massa; a destra Sara Tognocchi e Giacomo Bongiorni
Il cordoglio di Giani
“Sono profondamente colpito da quanto accaduto a Massa. La morte di Giacomo Bongiorni, in circostanze così violente e davanti al figlio, è una ferita per tutta la nostra comunità. Di fronte a fatti come questo serve una risposta ferma, nel segno della legalità, della sicurezza e del rispetto delle persone”. Lo ha scritto sul suo profilo Facebook il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. “Alle forze dell’ordine e alla magistratura il compito di fare piena luce sull’accaduto. Alle istituzioni quello di continuare a lavorare, con determinazione, per garantire sicurezza e coesione sociale nei nostri territori. Alla famiglia va il cordoglio e la vicinanza della Regione Toscana” ha concluso Giani.