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Tanti apprezzamenti ma centinaia di reazioni negative sui social per l’opera di Jorit a Napoli. Lo street artista partenopeo di fama internazionale ha portato a Barra, nella zona orientale della città, il grande volto di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati che denuncia le violazioni dei diritti umani in Cisgiordania e a Gaza.
APPROFONDIMENTI
Numerose le critiche sulla scelta del personaggio che più volte è stata protagonista di scivoloni.
In molti, ad esempio, ricordano le parole della Albanese sui napoletani messi a paragone con i milanesi. Parlando delle mobilitazioni per Gaza Albanese aveva sottolineato come “Milano non fosse Napoli. Nel senso che lì ci pensano che si devono svegliare alle sei”. Parole che avevano fortemente indignato alcuni intellettuali e molti cittadini. Altre polemiche anche a novembre 2025 quando, pur condannando l’assalto alla redazione de La Stampa, definiva l’irruzione come un “monito” alla stampa italiana per il suo modo di trattare il conflitto palestinese.
Tra i commenti anche tanti che ringraziano Jorit per aver scelto di omaggiare una donna che con coraggio denuncia le disumane condizioni nei territori palestinesi. E chi sostiene l’artista per i tanti murale che ha portato nel popoloso quartiere di Napoli Est.
Tra le tante reazioni anche coloro che pensano che al posto del grande volto della Albanese ci sarebbe potuto essere una opera dedicata alle bellezze del quartiere, come la popolare festa dei Gigli. Non manca chi va oltre chiedendo di cancellare il murale già diventato popolarissimo sui social.