Nell’ambito degli incontri promossi da UNITRE, Università della terza età Luigi Grande, giovedì 16 aprile alle ore 16,30 Mariagrazia Teschi interverrà su ‘Un Fulmine in città: Storie di commercio e architettura’.

Appuntamento presso il salone della Società Filodrammatica (piazza Filodrammatici, 2, Cremona). 

Nel settembre del 1992 il Fulmine di corso Mazzini chiudeva definitivamente i battenti dopo quasi trent’anni di successi commerciali. Era stato inaugurato nel 1961 su progetto dell’architetto Libero Guarneri, un palazzo di vetro e acciaio con sei piani fuori terra e due interrati e la scala mobile. Di proprietà della famiglia Lanzoni proprietaria di altri due punti vendita, in via Giuseppina e in via Giordano, era per antonomasia il magazzino della famiglia cremonese. Si trovava di tutto: stoffe, biancheria per la casa, camicie, abiti da cerimonia, confezioni uomo e donna, biancheria intima, calze e pigiami. Il Fulmine segnò l’avvento in centro città delle attività commerciali di grande estensione: fino ad allora i tessuti si comperavano nelle botteghe specializzate e sui banchi del mercato.

Nello stesso periodo sorse in piazza Cavour la Casa di Bianco, e poco distante l’Upim: la grande distribuzione iniziava a segmentare il mercato per capacità economica.

All’attico di quel grattacielo di vetro e acciaio su corso Mazzini da cui si poteva vedere il Torrazzo andò ad abitare Mina, già baciata dal successo. Famosissima la foto scattata da Sandro Rizzi che mostra la cantante affacciata ad una finestra con in mano il pupazzo di Paperino.

Ingresso libero.