di
Pietro Amante

Un pannello di quattro marcatori potrebbe un giorno aiutare a individuare uno dei tumori più letali in stadi più curabili

Ricercatori finanziati dai National Cancer Institute (NCI) USA hanno sviluppato un esame del sangue combinato per individuare l’adenocarcinoma duttale pancreatico, un cancro con una pessima prognosi. Il nuovo test potrebbe migliorare i tassi di sopravvivenza al cancro al pancreas, che tende a essere diagnosticato in fase avanzata, quando la terapia ha meno probabilità di essere decisiva. I risultati sono pubblicati su Clinical Cancer Research.
Nel complesso, solo circa un paziente su dieci affetti da cancro al pancreas sopravvive oltre i cinque anni dalla diagnosi. Tuttavia, gli esperti sono convinti che, quando il cancro viene individuato e trattato in una fase precoce, la sopravvivenza potrebbe migliorare. Sebbene la diagnosi precoce sia fondamentale, al momento non esistono metodi di screening per farlo.

Nello studio, gli scienziati della University of Pennsylvania Perelman School of Medicine di Philadelphia e della Mayo Clinic di Rochester, Minnesota, hanno utilizzato un approccio graduale per testare i biomarcatori nel sangue prelevato da pazienti con cancro al pancreas e pazienti simili senza la neoplasia. Hanno incluso due biomarcatori ematici esplorati in precedenza per questo utilizzo, l’antigene carboidrato 19-9 (CA19-9), utilizzato per monitorare la risposta al trattamento nei pazienti con cancro al pancreas, e la trombospondina 2 (THBS2), un altro marcatore utilizzato in precedenza. Nessuno dei due ha funzionato in modo soddisfacente come strumento di screening. Il CA19-9 può essere elevato in persone con patologie benigne come pancreatite e occlusione delle vie biliari, mentre altri pazienti non lo producono affatto a causa di fattori genetici.
Analizzando campioni di sangue conservati, il team ha scoperto due nuovi biomarcatori: due proteine che risultavano elevate nel sangue dei pazienti con tumore al pancreas in fase iniziale rispetto ai volontari sani: l’aminopeptidasi N (ANPEP) e il recettore delle immunoglobuline polimeriche (PIGR).



















































Combinando ANPEP e PIGR con CA19-9 e THBS2, il panel di quattro marcatori ha distinto con successo i casi di tumore al pancreas dai non-casi nel 91,9% dei casi per tutti gli stadi combinati, con un tasso di falsi positivi del 5% di non-casi. In modo analogo, per il tumore in fase iniziale (stadio I/II), il test a quattro marcatori ha identificato l’87,5% dei casi. «Aggiungendo ANPEP e PIGR ai marcatori esistenti, abbiamo migliorato in misura significativa la nostra capacità di rilevare questo tumore quando è più trattabile» afferma Kenneth della Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania ricercatore principale dello studio.
È importante sottolineare che il test a quattro marcatori è riuscito a distinguere con successo i pazienti oncologici sia dagli individui sani sia dai pazienti affetti da patologie pancreatiche non neoplastiche, come la pancreatite.
«I risultati del nostro studio retrospettivo giustificano ulteriori test su popolazioni più ampie, in particolare su persone prima che manifestino sintomi» conclude Zaret. «Tali studi “prediagnostici” aiuterebbero a determinare la possibilità di utilizzare il test come strumento di screening per le persone ad alto rischio di sviluppare la malattia in base alla storia familiare, ai risultati dello screening genetico o alla storia personale di cisti pancreatiche o pancreatite».

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17 aprile 2026