Il titolo di fotografo dell’anno è stato assegnato all’artista della comunità indigena Yalalteca per la serie «Bilha, Stories of my Sisters». A Joel Meyerowitz l’Outstanding Contribution to Photography

Sono figure centrali nella conservazione della cultura e nella lotta per i diritti, affrontano sfide legate a povertà ed emarginazione, rappresentano modelli di riferimento anche per le giovani generazioni con il loro protagonismo nella società messicana. Le loro storie, raccontate nella serie «Bilha, Stories of my Sisters», hanno permesso a Citlali Fabián di vincere il prestigioso titolo di «Fotografo dell’Anno 2026» ai Sony World Photography Awards. L’artista della comunità indigena Yalalteca, attualmente residente a Londra, ha esplorato il tema dell’identità e di come questa sia legata al territorio, alla migrazione e ai legami comunitari. Il progetto, che utilizza un mix di ritratti e illustrazioni digitali, è destinato a essere pubblicato come libro per bambini. Giunti alla 19a edizione, i Swpa rappresentano il punto di riferimento per la fotografia a livello internazionale: quest’anno sono state presentate oltre 430mila immagini provenienti da più di 200 Paesi e territori. La mostra dei concorso è in programma alla Somerset House di Londra fino al 4 maggio e presenta oltre 300 stampe e centinaia di immagini su schermi digitali, oltre a una mostra speciale di Joel Meyerowitz, vincitore dell’Outstanding Contribution to Photography.

Sony World Photography Awards 2026: vince Citlali Fabián con le storie delle donne indigene che stanno cambiando il Messico

Commentando il progetto vincitore, selezionato nella categoria «Creativity», Monica Allende, presidente della giuria del concorso «Professional», ha affermato: «Attraverso il suo lavoro, Fabián riflette su questioni urgenti di visibilità e rappresentazione. In molte culture indigene, le storie vengono raccontate collettivamente, plasmate dalle conversazioni e dall’esperienza vissuta piuttosto che da una singola voce», ricordando come l’artista abbia lavorato a contatto con ognuna delle donne ritratte. «Attraverso questo processo, l’artista mette in luce la presenza, la forza e i traguardi di donne che sono state spesso trascurate, dando loro la visibilità e il riconoscimento che meritano da tempo nel panorama sociale e culturale». 



















































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In occasione della cerimonia sono stati premiati anche gli altri 9 vincitori delle categorie «Professional». In «ARCHITETTURA E DESIGN» trionfa Joy Saha (Bangladesh) che documenta l’architettura della regione con case costruite su tumuli rialzati che diventano isole durante i monsoni. 

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Nella sezione dedicata al «DOCUMENTARIO» primo premio a «Under the Shadow of Coca» di Santiago Mesa (Colombia) che segue i contadini il cui sostentamento dipende da questa economia illecita e il gruppo armato che controlla il traffico di cocaina in Colombia.

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Per l’«AMBIENTE» Isadora Romero(Ecuador) guadagna il primo posto esplorando le foreste come territori culturali, abitati e plasmati da molteplici gruppi umani e non nel corso del tempo. 

Sony World Photography Awards 2026: vince Citlali Fabián con le storie delle donne indigene che stanno cambiando il Messico

Nel «PAESAGGIO» spazio a «Constructed Landscapes» di Dafna Talmor (Regno Unito), progetto che nasce dall’archivio personale della fotografa e da negativi a colori stampati a mano e assemblati in rappresentazioni paesaggistiche astratte.

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In «PERSPECTIVES» la vittoria va a «Sunny Side Up: A Portrait of the Most Average» di Seungho Kim (Repubblica di Corea)di K-Parenting Today che punta l’obiettivo sulla famiglia del fotografo, per catturare il disordine della sua casa, dove genitori, cane e bambino convivono. 

Sony World Photography Awards 2026: vince Citlali Fabián con le storie delle donne indigene che stanno cambiando il Messico

Nel «RITRATTO» troviamo, poi, «The Faithful» di Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni (Italia) che hanno catturato i ritratti della folla radunata in piazza San Pietro nei giorni tra la morte di papa Francesco e l’elezione del nuovo pontefice. 

Sony World Photography Awards 2026: vince Citlali Fabián con le storie delle donne indigene che stanno cambiando il Messico

Nella sezione «SPORT» vince la serie di Todd Antony (Nuova Zelanda) che si concentra sul “Buzkashi” persiano, l’antico e feroce sport del Tagikistan che prevede il lancio delle capre. 

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E ancora, nella categoria dedicata alla «STIL LIFE/NATURA MORTA» primo posto a «Talking Without Speaking» di Vilma Taubo (Norvegia), una serie di fotografie di oggetti di uso quotidiano diventati simboli di protesta. 

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Infine, nella sezione «WILDLIFE & NATURE” «Crossing Point» di Will Burrard-Lucas (Regno Unito) si guadagna il podio con un progetto che ha immortalato la fauna selvatica nella Riserva Nazionale del Masai Mara in Kenya grazie a una fototrappola – da lui costruita – installata a distanza per monitorare i rinoceronti neri in via di estinzione, ritraendo anche una serie di animali che si radunavano all’attraversamento del fiume nella foresta.

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A chiudere la serata gli ultimi tre storici riconoscimenti: il concorso «Open» – che celebra la fotografia in tutta la sua forza attraverso un singolo scatto – è stata Elle Leontiev (Australia) con «The Barefoot Volcanologist», un ritratto suggestivo di Phillip Yamah, vulcanologo autodidatta di fama internazionale, raffigurato in piedi su di una bomba vulcanica sull’isola di Tanna, a Vanuatu. «Nel 2018 mi trovavo in una galleria londinese alla mostra dei Sony World Photography Awards e sognavo di essere esposta. Anni dopo, il mio sogno è diventato realtà. Vedere il mio lavoro vincere mi ha riempito di immensa gratitudine e ho pianto di gioia. È un promemoria del fatto che i sogni silenziosi, coltivati e perseguiti con il cuore, possono diventare realtà», ha detto l’artista emozionata in occasione della premiazione.

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Il concorso «Youth» ha invitato tutti i fotografi di età pari o inferiore a 19 anni a rispondere al bando e a condividere le migliori immagini realizzate nel corso dell’anno: a trionfare è stato Philip Kangas (Svezia, 16 anni), premiato per l’opera «Saving History from the Flames». Lo scatto rappresenta due vigili del fuoco che, durante un incendio, salvano un’opera d’arte dell’Accademia Reale di Belle Arti di Stoccolma, immortalando un momento di intensa attività e collaborazione. «Sono rimasto molto sorpreso quando ho saputo di essere uno dei vincitori dei Sony di quest’anno. Sono molto felice perché questo premio rappresenta un riconoscimento per il mio duro lavoro», ha detto Kangas.

Sony World Photography Awards 2026: vince Citlali Fabián con le storie delle donne indigene che stanno cambiando il Messico

Infine, il concorso «Student» di quest’anno legato al tema  è stato «Together» ha visto la partecipazione di studenti di fotografia di tutto il mondo ed è stato assegnato a Jubair Ahmed Arnob (Bangladesh, Counter Foto – A Center for Visual Arts) per la serie «The Place Where I Used To Play» che raffigura il paesaggio mutevole della Green Model Town a Dhaka, in Bangladesh, dove lo sviluppo urbano sta alterando la vita quotidiana e la topografia suburbana. «Vincere il Sony World Photography Award è come un sogno che si avvera: anni di passione, ricordi e storie finalmente visti e riconosciuti. Mi riempie di gratitudine, gioia e di un rinnovato desiderio di continuare a catturare il mondo attraverso il mio obiettivo», ha raccontato Arnob.

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17 aprile 2026 ( modifica il 17 aprile 2026 | 01:52)