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Alessandro Fulloni, inviato a Campobasso
Laura Di Vita, insegnante di sostegno, ascoltata come persone informata sui fatti giovedì pomeriggio per quattro ore. Era stata sentita una settimana fa
È entrata in Questura, a Campobasso, alle 15 e 30 di ieri (giovedì). Ne è uscita alle 20. Nel giro di una settimana è la seconda volta che Laura Di Vita viene ascoltata come persona informata sui fatti. Si tratta della cugina di Gianni, il marito di Antonella e il papà di Sara, morte per un presunto avvelenamento dovuto al ricina. Gli investigatori della Squadra mobile che indagano sul duplice omicidio volontario, l’hanno ascoltata dunque per oltre quattro ore.
La donna — laureata, insegnante di sostegno, quarant’anni — vive proprio di fronte ai Di Vita nella palazzina a tre piani a Pietracatella dove sarebbe avvenuto il presunto delitto. Da quando, all’indomani dei due decessi avvenuti il 27 dicembre (Sara) e il 28 (Antonella), l’abitazione è finita sotto sequestro, Gianni e Alice, la primogenita diciannovenne, si sono trasferiti proprio da Laura. E vivono da lei.
In quest’indagine dove non ci sono indagati, è impossibile dire cosa abbia detto ieri Laura che, ascoltata davanti a un verbale aperto per «sommarie informazioni» ha quindi l’obbligo di dire la verità. Venerdì scorso, piuttosto a sorpresa, la donna venne convocata in Questura verso le 20, dopo che al mattino erano stati sentiti Gianni (per circa sei ore) e la figlia (due).
Tre deposizioni che sembrano concordanti e la cui sintesi è questa: quella sera del 23 dicembre Gianni, ex sindaco pd di Pietracatella ed ex tesoriere regionale, ha cenato con Sara e Antonella; nessun altro con loro, dato che Alice era uscita e non era in famiglia. Cos’hanno mangiato? Il suo nuovo avvocato, Vittorio Facciolla, consigliere regionale Pd ed ex vicegovernatore del Molise, a Chi l’ha visto? e a Dentro la notizia ha detto che di sicuro divisero, finendole, delle cozze conservate da un pasto aziendale del giorno prima. Poi insaccati e un’insalata giardiniera ma in questo caso Di Vita non ricorda «chi mangiò cosa». «Anche Gianni si senti male al mattino del 26», dice l’avvocato. Non è escluso che i riscontri a queste parole non si trovino proprio nella casa dei Di Vita, in via del Risorgimento, dove presto gli investigatori potrebbero fare un sopralluogo. Al momento, da quando il reato ipotizzato è cambiato da da omicidio colposo (sono indagati cinque medici dell’ospedale di Campobasso la cui posizione però si sta alleggerendo) a duplice omicidio premeditato, Laura è la prima persona ad essere stata ascoltata due volte. Non è escluso che presto vengano risentite altre persone.
Ma chi è Laura Di Vita? Di lei si sa solo che ha un rapporto molto stretto con la famiglia Di Vita, tanto che le ragazze, sia Alice e Sara, la chiamano zia. Quando, dopo essersi sentite male per il presunto avvelenamento dovuto alla ricina, Antonella e la figlia vennero ricoverate in ospedale, lei corse subito a dare manforte, dando sostegno e parlando con i medici. Le troupe televisive che in questi giorni stazionano davanti casa sua (che sta davanti al mulino dei Di Vita, la cui proprietà è frazionata tra vari parenti) hanno provato ad avvicinarla più volte, ma Laura ha sempre preferito non fornire commenti.
17 aprile 2026 ( modifica il 17 aprile 2026 | 10:18)
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