Imitata ma finora mai eguagliata: l’architettura Apple Silicon continua a fare passi da gigante rispetto alle architetture concorrenti.  Negli anni lo schema adottato di Cupertino rimane invariato nelle linee generali, e rimane estremamente difficile per la concorrenza riuscire a scalfire la superiorità, come rivelano recenti test specifici eseguiti sui chip M5 Pro.

I chip M5 Pro dimostrano potenza pari agli ultimi Panther Lake di Intel ma con una differenza rivelante: gli stessi risultati si ottengono con una frazione dell’energia richiesta ai chip rivali.

La maturità di M5 Pro e M5 Max

Con M5 Pro e M5 Max siamo arrivati alla maturità, con l’adozione dell’architettura “Fusion” che combina due die in un unico System on Chip (SoC) che include una CPU, una GPU scalabile, un Media Engine, un controller di memoria unificata, un Neural Engine e la tecnologia Thunderbolt 5, merito del packaging avanzato 3D detto SoIC-MH (Molding Horizontal) e che – semplificando – permette di integrare singoli chip, es. CPU, GPU e Neural Engine, in un unico package, una garanzia di flessibilità senza precedenti per Apple che può moltiplicare le configurazioni come desidera e ottimizzare ogni componente in modo indipendente mantenendo una latenza minima tra le interconnessioni.

Gli ultimi chip di Apple non si accontentano di riorganizzare i vari “die” (parti del chip prodotte in modo separato, che poi vengono unite in un unico prodotto) ma prevedono una nuova nomenclatura e una nuova gerarchia dei core per CPU, ora chiamati super core, ai quali si aggiungono nuovi performance core (P-Core) ottimizzati per ridurre i consumi nei flussi di lavoro multi-thread che sostituiscono i tradizionali Efficient core (E-cores).

Come fa notare il sito francese Macg spiegando che non si tratta di una semplice ridenominazione di marketing, spiega: i performance core beneficiano di una microarchitettura completamente rivista, che si distingue nettamente dai Super-core. L’obiettivo è offrire una solida potenza di calcolo per le attività tradizionali senza bisogno di sollecitare l’artiglieria pesante, pur vantando un consumo elettrico irrisorio.

Il test SPEC integer

La dimostrazione della superiorità delle scelte di Apple, c’è un giudice imparziale: il test per la misura delle prestazioni SPEC integer  che misura la capacità di un processore di elaborare carichi di lavoro standard basati su numeri interi.

I benchmark pubblicati dal ricercatore jht5132, evidenziano risultati sbalorditivi: Un semplice performance core del chip M5 Pro riesce a eguagliare i punteggi di un core Intel (Panther Lake), pur consumando meno di 2,5 Watt alla frequenza di 4,38 GHz. Il core di Apple è fino a 4 volte più efficiente rispetto a quello Intel, un risultato sorprendente tenendo conto che il piccolo core di Apple fornisce già il 70% della potenza dei super-core del SoC della Mela.

Il benchmark SPEC su chip M5 Pro e M5 Max di Apple sono imbarazzanti per Intel - macitynet.itImmagine dal Blog di David Huang

Non finisce qui: Intel utilizza per i suoi chip Panther Lake un processo di fabbricazione a 1,8 nm che ha richiesto anni di sviluppo e investimenti record e dovrebbe essere più avanzato rispetto ai 3nm di TSMC che Apple sfrutta per i suoi M5 Pro e Max. Prova se necessario che il design dell’architettura conta tanto, se non di più, rispetto al processo produttivo.