di
Davide Stoppini

Il tecnico della Roma rompe il silenzio sul caso Ranieri: «Una sorpresa incredibile, mai sentiti toni così». Poi si commuove ricordando Percassi senior e l’Atalanta ed esce dalla sala stampa con un moto di rabbia

Prima il messaggio deciso. Poi le lacrime a fine conferenza e un calcio dato alla porta nel lasciare la sala stampa di Trigoria, rispondendo a una domanda sull’Atalanta e su Percassi. Ecco Gian Piero Gasperini, tecnico della Roma, a una settimana di distanza — e di silenzi e di confronti e di veleni — dalle parole di Claudio Ranieri prima della gara con il Pisa che hanno fatto deflagrare il caso.

«Una sorpresa incredibile, una cosa veramente inaspettata», ha detto il tecnico prendendo la parola a inizio conferenza. 



















































«Vi anticipo io — ha detto rivolgendosi ai giornalisti —, venerdì scorso si è creata questa situazione. Per me è stata una sorpresa incredibile, non c’è mai stato un tono di questo tipo tra me e Ranieri, sia nelle chiacchierate avute con altre persone (riferimento alla proprietà, ndr). Mai, in tanti mesi, mai. Da quel momento in poi mi sono preoccupato solo di non rispondere. E di non creare nessun tipo di danno alla squadra, anche nel rispetto del pubblico, in un momento in cui abbiamo ancora chance da giocarci in classifica. Gradirei che parlassimo di questo. Non sono intervenuto durante la settimana, mi è stato impossibile, ora nel rispetto di una partita importante che si parli di altro. Mio malgrado si è arrivati a questo punto. Io ho subìto tutto questo impatto mediatico. La mia concentrazione da quel momento è stata solo sul non creare alibi e danni alla squadra, oltre che danni alla gente. Ma per me e per la squadra l’alibi non c’è, avrà impatto zero sul risultato di domani con l’Atalanta».

Non è finita: «Il mio futuro? Con queste domande si creano problemi, io non voglio crearli. Io non ho mai usato toni così aggressivi come quelli di venerdì scorso. Ora abbiamo una partita domani contro una squadra forte, che ha giocato la Champions: se la vinciamo, vuol dire che meritiamo la Champions». 

E ancora: «La società non mi ha mai chiesto la Champions, neppure Ranieri. Io l’ho sempre considerato possibile, ho sempre spinto in quella direzione. Senza gli infortuni sarebbe stato più semplice, ma ce la giochiamo ancora».

Altro passaggio importante, sul caso Wesley il cui recupero è frenato dallo stop dei medici (vicini a Ranieri, ndr): «Wesley vuole giocare, fa scatti, sprint e tiri, però la parte medica dice che ci sono rischi. Su questo ci sono discussioni e problematiche. Da lì in poi ce ne passa. L’indicazione medica è che non giochi, io non posso fare nulla, ma non ho mai forzato queste situazioni che rientrano in una dialettica normale».

La conferenza prosegue, i toni sono quelli di chi vuole puntualizzare ma senza esagerare. Il colpo di scena arriva in coda. «Cosa mi manca qui a Roma rispetto a Bergamo? A Roma c’è tutto, soprattutto nella squadra e nell’ambiente esterno, per poter fare bene. Sono stati tanti anni a Bergamo e poi a Genova: vuol dire che non sono una persona così brutta… A Bergamo ho potuto fare bene perché il contesto attorno a me era molto compatto. Il lavoro della società è stato straordinario, essendo una sola squadra e una città piccola era unita alla squadra e alla società e questo ha creato un clima ideale. L’anomalia dell’Atalanta è stata che per 9 anni ha giocato in Europa, con le migliori squadre italiane ed europee, facendo utili tutti gli anni. Non solo per merito mio ma molto per merito di una società capacissima a operare in sintonia con l’allenatore. A un certo punto questa sintonia, un po’ per il cambio proprietà e un po’ perché non c’era più papà Percassi al quale ero più legato…».

E qui Gasperini si commuove. Interrompe la conferenza, si alza e nervosamente va verso l’uscita, colpendo con un calcio la porta. Pensando alla serenità che aveva a Bergamo, probabilmente sovrapponendo l’immagine alla serenità che a Roma non sembra proprio esserci.

17 aprile 2026 ( modifica il 17 aprile 2026 | 15:52)