di
Rosanna Scardi
La protagonista della fiction di Rai nel corso di «Splendida Cornice» su Rai Tre ha confermato che non ci una sesta stagione della serie nonostante il personaggio sia amatissimo dagli spettatori
«Cara Imma, ti amerò per sempre, sei stata una carissima amica, e ora è arrivato il momento del distacco, mi hai donato otto anni bellissimi». Questo il messaggio d’addio di Vanessa Scalera al personaggio di Imma Tataranni, sostituto procuratore di Matera, protagonista della fiction di Rai Uno. Lo ha lanciato ieri sera (giovedì 16 aprile) nel corso di «Splendida Cornice» su Rai Tre.
L’attrice di Mesagne (Brindisi), ha, quindi, confermato che non ci sarà una sesta stagione della serie nonostante il personaggio sia amatissimo dagli spettatori per la schiettezza, il temperamento impetuoso e per il suo indagare senza tregua nel panorama umano e geografico della cittadina lucana.
Scalera ha ricordato le amicizie nate sul set, come quella con Massimiliano Gallo che interpreta il marito Pietro e Barbara Ronchi che veste i panni della cancelliera Diana. A Geppi Cucciari che le ha chiesto quale fosse stata la sua ispirazione, Scalera ha risposto di essersi «studiata tutte le puntate di “Un giorno in pretura”» e, quando è stato trasmesso un video dell’ex procuratore aggiunto presso il Tribunale di Milano Ilda Boccassini, ha confermato: «Mi sono ispirata a lei, ad eccezione del modo di vestire».
Nel corso della puntata Scalera e Cucciari hanno ricordato la figura di Antigone, protagonoista di una tragedia di Sofocle scritta 500 anni prima della nascita di Cristo. «Antigone – afferma l’attrice pugliese – è chiunque anteponga la giustizia all’autorità costituita, come Patrizia Aldrovandi, la mamma di Federico che, vent’anni, fa stava tornando a casa a Ferrara, era un po’ fatto, incontrò quattro agenti che ne provocarono la morte. Da quel giorno, Patrizia ha cercato giustizia e l’ha trovata». Cucciari però precisa che la mamma «ha pagato con lo stigma della testardam dell’isterica, della donna». Patrizia ha vinto «con la sua forza tranquilla che le veniva dal sangue – continua Scalera -, lo stesso di Federico, e sarebbe la sua una storia da raccontare a chiunque». Il documentario non ha ottenuto il sostegno pubblico. «Ma a settembre – concludono Scalera e Cucciari – verrà girato lo stesso, perché questa è la forza del piccolo cinema e di una piccola madre».
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17 aprile 2026
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