di
Silvia Madiotto

La denuncia nei confronti di una coppia trevigiana che sarebbe riuscita a insinuarsi nella vita della donna ottenendo da lei molto denaro

La sua passione per la musica e il pianoforte è diventata il pertugio attraverso il quale, stando a una denuncia depositata a Vicenza nel 2023, una coppia trevigiana sarebbe riuscita a insinuarsi nella sua vita ed ottenere da lei denaro, molto denaro. Approfittando delle sue fragilità e della sua insicurezza. La presunta vittima è una donna di illustri origini, la contessa Laura Marzotto, 93 anni, ultima discendente diretta di Gaetano Marzotto, l’industriale laniero che fondò una delle imprese più lungimiranti del Veneto, che dalla profonda provincia vicentina, a Valdagno, è diventata famosa in tutto il mondo.

Le accuse di circonvenzione di incapace

I presunti colpevoli, accusati di circonvenzione di incapace e autoriciclaggio, sono un uomo, noto e celebrato pianista, e la moglie. Sono accusati di aver convinto l’anziana signora a elargire loro pagamenti per concerti e lezioni di pianoforte a cifre – per così dire – fuori mercato. Ma da quella prima indagine partita a Vicenza il processo si è spostato a Treviso, dove risiede la coppia e dove ha sede l’azienda di lui: perché è lì che quel denaro, in base alla denuncia sottratto alla contessa Marzotto, sarebbe stato fatto confluire.



















































Laura Marzotto

Nata nel 1933, studi romani, si era sempre interessata alle imprese di famiglia. Il padre, conte Gaetano Marzotto, imprenditore illuminato, era morto nel 1972; i cinque fratelli e la sorella se ne sono andati negli anni successivi. Vedova di Vittorio Zanuso, Laura Marzotto aveva avuto due figli, Ugo e Francesca (mancati il primo nel 2007, la seconda nel 2016). Tanto dolore e tante lacrime che aveva contrastato con ottimismo e generosità – donando la casa in cui era vissuta alla Fondazione Marzotto per realizzare spazi per i bambini e gli anziani. A sostenerla, negli anni, c’erano anche l’amore per gli animali, i cani e i cavalli sopra tutti, e la musica. Il pianoforte, in particolare. Ed è diventato questo è il gancio per arrivare a una vicenda ancora da chiarire, ma che è entrata giovedì nelle aule di un tribunale.

La vicenda

A fine 2019, alla contessa Marzotto viene presentato F.B., 65 anni, un maestro di musica di grande esperienza e talento. I due iniziano a collaborare: vengono organizzati concerti ed eventi, oltre a lezioni private. E fin qui sembra tutto regolare, l’uomo viene pagato per la prestazione svolta, non è solo un sodalizio culturale ma anche un rapporto economico. Emergono però i primi interrogativi sulle cifre corrisposte al professionista perché, secondo la ricostruzione affiorata dalle indagini, i prezzi pagati da Marzotto per lezioni ed eventi sarebbero stati davvero esagerati. Il rapporto fra la contessa e il pianista (e la moglie di lui, quarantenne, R.P.) proseguono fino all’inizio del 2023. A maggio di quell’anno una segnalazione ai carabinieri fa emergere quello che sembra un raggiro, la circonvenzione di una donna che si era fidata. Pochi mesi dopo, a Laura Marzotto viene affiancato un amministratore di sostegno. Prima del trasferimento dell’azione legale nella Marca, la contessa avrebbe dovuto essere sottoposta a un incidente probatorio per stabilirne la lucidità. Ma con l’emersione dell’autoriciclaggio, cioè del trasferimento del denaro nell’azienda di F.B., l’esame è stato rinviato. Nel frattempo però le indagini sono andate avanti e l’abitazione della coppia è stata perquisita: gli inquirenti hanno rinvenuto 30 mila euro ritenuti di provenienza sospetta. Erano seguiti dei sequestri, poi revocati. F.B. e la moglie R.P. sono difesi, in aula a Treviso, dall’avvocato Francesco Cibotto: giovedì è iniziato il processo con la nomina di un consulente tecnico a cui spetterà trascrivere le telefonate e i messaggi fra il pianista e Laura Marzotto. La prossima udienza sarà il primo ottobre.


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18 aprile 2026