di
Lorenza Cerbini

Il Paese che ospiterà le prime tre tappe della corsa sta investendo circa trenta milioni di euro, di cui la metà per rifare il look a strade e infrastrutture. Il ministro dello Sport, Dimitar Iliev: «Consolideremo ottimi rapporti con l’Italia»

Il conto alla rovescia per la «Grande partenza» del Giro d’Italia dalla Bulgaria è iniziato giovedì 16 aprile da piazza St. Alexander Nevsky, il totem con le tappe dell’edizione 2026 davanti alla basilica dedicata al santo: «È un onore per il mio Paese ospitare un grande evento come il Giro, occasione per consolidare i già ottimi rapporti con l’Italia», dice Dimitar Iliev, ministro dello Sport bulgaro. Il Giro arriverà nella capitale domenica 10 maggio con la sua terza frazione proveniente da Plovdiv dopo 175 chilometri di media difficoltà. Una tappa per velocisti con gli ultimi dieci chilometri attraverso la principale direttiva che porta nel centro della città (per la prima volta nella sua storia resterà chiusa per nove ore) e con un settore finale in pavé qui dipinto color oro.

Il totem per il countdown attira curiosi, bimbi in bici, turisti e una scolaresca di Treviso. Sono tanti i turisti italiani che stanno scoprendo questa capitale davvero europea: «Nel 2025 sono stati circa il 20% del totale nazionale, oltre 200 mila persone», dice Iliev, un ex rallista professionista più volte campione bulgaro, un italiano fluente «imparato correndo almeno una decina di Mille Miglia».



















































A Sofia, la grande festa rosa inizierà tra pochi giorni con un ricco programma anche messo a punto dall’Ambasciata italiana: «I rapporti tra i due Paesi sono ottimi e il Giro sarà una straordinaria occasione per promuovere le bellezze di questa città nel mondo», dice l’Ambasciatore Marcello Apicella. L’ambasciata stessa sta organizzando un ampio programma di eventi collaterali: «Partiamo con una conferenza con l’architetto Paolo Gandolfi e alcuni massimi esperti di mobilità verde per far conoscere a Sofia l’esperienza di Reggio Emilia, città virtuosa, che ha adottato un bici plan e 270 km di piste ciclabili – dice Apicella – Il Giro d’Italia è anche un invito per migliorare la qualità della vita dentro le città. Organizzeremo pure un evento dedicato alla bike-economy, una mostra fotografica con le migliori immagini della tappa di Siena vinta un anno fa da Wout Van Aert, un’ulteriore mostra sulla storia e l’evoluzione della bicicletta dagli anni Quaranta ai giorni nostri. Inoltre, il 9 maggio, con la collaborazione della Commissione Europea, organizzeremo una passeggiata aperta agli Ambasciatori, ai loro staff e comunità presenti a Sofia». 

Fortemente voluto, sul Giro d’Italia, la Bulgaria sta investendo circa trenta milioni di euro, di cui la metà per rifare il look a strade e infrastrutture. «Un investimento nel lungo periodo. Vogliamo mostrare al mondo il Paese nella sua bellezza naturalistica», dice Irena Georgieva, ministro del Turismo.
Tre le tappe bulgare dal Mar Nero alla Capitale toccando alcune delle cittadine più importanti, vive, moderne ed europee. Storia, natura, sport, c’è tanto da scoprire in questo Paese di sei e milioni e mezzo di abitanti nel cuore dei Balcani.

La prima bandiera a scacchi del Giro 2026, sarà abbassata a Nessebar, cittadina Unesco. I ciclisti la attraverseranno con come palcoscenico i resti delle civiltà romana e bizantina. Un luogo di turismo e di relax, una sorprendente marina. Primo sprint sul Mar Nero, a Burgas cittadina di 220 mila abitanti già abituata a ricevere tappe del Giro di Bulgaria e grandi eventi sportivi: «Abbiamo spiagge ampie trenta metri, palestre open air, oltre sette chilometri di passeggiata e un parco bici cittadino da noleggiare via app invidiabile», dice il vice sindaco Manol Todorov.

Dal passato primo gennaio, la Bulgaria ha adottato l’euro e quindi i turisti europei non hanno la necessità di cambiare valuta. Il «lev» ancora resiste, ma andrà in pensione per sempre a giugno: «Il turismo italiano nel Paese sta crescendo. Sorprende molto i giovani per la vita notturna attiva e i meno giovani per le sue bellezze naturalistiche e per il mare. La Bulgaria è tra i primi cinque partner commerciali dell’Italia», dice Alessandro Geretto, presidente della Camera di Commercio italiana in Bulgaria.

Burgas accoglie anche la partenza della seconda tappa che si concluderà nell’antica capitale di Veliko Tarnovo dopo 221 chilometri tra campagna e montagna. Si punta verso nord tra campi di grano, colza dallo sgargiante color giallo e distese di vigneti (domina l’autoctono Mavrut, un rosso dal colore intenso e frutti rossi al palato). La sorpresa per la carovana? La grande fortezza Tzarevetz con la sua lunga cinta muraria, «sarà completamente illuminata di rosa», dice il vice sindaco Georgi Nedev. Una cittadina tutta da godere, con la sua storia strettamente legata all’indipendenza della Bulgaria dagli ottomani, le strade piene di negozi di artigianato e localini.

Da Veliko Tarnovo, il Giro si trasferirà a Plovdiv (capitale europea della cultura 2019) da cui partirà poi in direzione di Sofia. La città sta puntando tutto sul binomio sport e cultura, riuscendoci: «Sarà instagrammabile», dice il sindaco Kostadin Dimitrov: «I ciclisti la attraverseranno sotto una nuvola rosa. Siamo il secondo maggior centro della Bulgaria, con il teatro romano che usiamo ancora oggi per musica e spettacoli, con il quartiere degli artisti ricco di graffiti e poi stiamo preparando un ampio programma di eventi collaterali tra cui una pedalata di sei chilometri aperta ai cittadini sulla stessa strada del Giro». Plovdiv si accenderà poi in estate con il Phillgood Festival, attesi i The Cure, DJ Moby e i Gorillaz. Si lascia Plovdiv, nella campagna ci sono giganti impianti di solare voltaico dove si produce il 33% dell’energia necessaria al Paese: «La Bulgaria offre molte opportunità alle aziende Italiane che qui vogliono investire», dice Nunzio Coraggio, presidente di Confindustria Bulgaria: «Energia, siderurgico, semilavorati, piccoli calzaturifici, manifatturiero in generale sono i settori trainanti».

Per chi intende visitare il Paese durante il Giro d’Italia, tre sono gli aeroporti presenti (Sofia, Burgas e Plovdiv) con collegamenti internazionali. A Sofia la metropolitana connette la città all’aeroporto ad un prezzo davvero conveniente e proprio dal sottosuolo emergono le sorprese di una città con una storia millenaria: «Sui bus, con la cartellonistica e attraverso i media locali stiamo educando i cittadini a questo grande evento. Inoltre, siamo pronti ad accogliere cinquantamila turisti nella sola Sofia e sarà davvero una grande festa», conclude la vice sindaco Dessislava Zhelyazkova. 

17 aprile 2026