Rovigo, 18 aprile 2026 – Vogliono sapere cosa è successo in sala operatoria, perché il loro bimbo di soli due anni e mezzo “è entrato in ospedale saltellando” e poi è morto dopo l’intervento chirurgico. Una denuncia è stata presentata dai genitori del piccolo di origini egiziane, Adam Mohamed Abdelmoeti Ibrahim Seddik, morto martedì 14 aprile all’ospedale di Padova, dove era stato trasferito d’urgenza da Rovigo in seguito all’arresto cardiaco avvenuto circa un’ora dopo l’inizio dell’operazione alla quale era stato sottoposto, programmata per le otto del mattino.

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Da Parma a Rovigo per l’intervento al braccio

I genitori si erano trasferiti in Italia, prima a Milano e poi in provincia di Parma, a Fidenza, dove il padre è operaio in un macello industriale. La coppia ha quattro figli. Il piccolo Adam, dalla nascita, era affetto da una lesione del plesso brachiale destro con interessamento di spalla, gomito e mano.

A Parma veniva sottoposto a delle terapie ma alla famiglia, dopo un primo intervento non risolutivo avvenuto in Egitto a circa sei mesi, era stato consigliato l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo come punto di riferimento per quel tipo di operazione.

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Adam Mohamed Abdelmoeti Ibrahim Seddik

Le complicazioni dopo l’operazione chirurgica, la corsa disperata a Padova, poi la morte

Si trattava di un intervento programmato che però dopo un’ora circa ha fatto registrare complicazioni che hanno obbligato i medici al trasferimento a Padova.

Il viaggio è durato circa 40 minuti, poi il decesso. Lo riferiscono il Corriere del Veneto e il Gazzettino. La famiglia, assistita dagli avvocati Stefano Zoia e Cristina Gulisano, in lacrime, ha riferito: “Non ci è stata data alcune spiegazione su quanto è accaduto. E’ entrato in ospedale saltellando e poche ore dopo era morto. Era sorridente, pieno di energia. Anche la sera prima della tragedia aveva giocato con i cugini”.

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Il supporto psicologico alla famiglia e il cordoglio dell’Asl

La direzione dell’azienda sanitaria di Rovigo ha espresso le condoglianze alla famiglia e messo a loro disposizione un supporto psicologico dedicato, coinvolgendo diversi professionisti per un’assistenza dedicata.  L’azienda comunica che “sono attualmente in corso tutte le verifiche interne per accertare con precisione la dinamica dell’accaduto e assicura la massima collaborazione e piena disponibilità all’autorità giudiziaria per tutti gli approfondimenti del caso”.

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La comunità egiziana si stringe alla famiglia di Adam

“Abbiamo tutti fiducia nella magistratura italiana, e non stiamo chiedendo vendetta ma vogliamo solo verità, trasparenza, giustizia che speriamo di avere”, scrive sui social Aly Harhash, facendosi portavoce di tutto il dolore della comunità egiziana in Italia. 

Il Pd: “Una vicenda sconvolgente, chiediamo massima trasparenza”

“Si tratta di una vicenda sconvolgente che richiede ora un vaglio immediato dei fatti – afferma la vicepresidente della Commissione Sanità in Consiglio regionale del Veneto, Chiara Luisetto (Pd), assieme al capogruppo dem, Giovanni Manildo -. Ci attendiamo da parte della Regione, così come annunciato dall’Ulss Polesana, l’attivazione di tutte le procedure di verifica che siano di supporto al lavoro della magistratura. Chiederemo parallelamente attraverso un’interrogazione che l’assessore competente e il DG alla sanità forniscano, il prima e il più possibile, tutte le informazioni sul caso in sede istituzionale. Chiediamo massima trasparenza”.