Il capitano bianconero durante la conferenza prima della sfida col Bologna commenta (pure) il prolungamento del contratto: “Come mi sento? La risposta è da fare domani a un bambino qualsiasi che viene a vedere la Juve domani”
Giornalista
18 aprile 2026 (modifica alle 15:26) – MILANO
“Sogno di essere il prossimo capitano ad alzare un trofeo”, assicura Manuel Locatelli dopo aver ricordato Alex Manninger, l’ex portiere austriaco della Juve tragicamente scomparso nei giorni scorsi in un incedente stradale: “Lo guardavo da bambino, sarà sempre nei nostri cuori: domani lo vogliamo ricordare al meglio”. Locatelli, tifoso bianconero fin da piccolo e fresco di rinnovo fino al 2030, in questo momento ha due pensieri in testa: portare a termine la qualificazione Champions e riportare a vincere il club della sua vita. “Siamo la Juventus e vogliamo tornare a vincere in breve tempo – sottolinea il centrocampista -. Il progetto è solido come dimostra il rinnovo di Spalletti e anche quelli di Yildiz e McKennie. Bernardo Silva e tre colpi bastano per essere da scudetto? Il mercato ci può dare una mano, di quello si occupa la dirigenza. Ma già qui ci sono giocatori fortissimi”.
L’SMS DI PESSOTTO—
Locatelli è reduce da 24 ore emozionanti, tantissimi i messaggi ricevuti sui social e sul cellulare. Un sms ha colpito più di tutti il capitano. “Pessotto, una leggenda di questo club, mi ha scritto una cosa bellissima: mi ha detto che le difficoltà mi hanno portato a essere l’uomo e il giocatore che sono ora. Lo ringrazio anche pubblicamente, però devo dire che ho ricevuto davvero molto affetto”.
DAI FISCHI AL RINNOVO—
Il rinnovo di Loca è più che un semplice prolungamento. Il numero 5 bianconero in pochi mesi ha trasformato in fischi dei tifosi in applausi. “Ho vissuto dei momenti difficili qui – aggiunge -. La gente mi criticava e fischiava. Mi sono fatto delle domande, mi sono messo in discussione. Saper reagire è la base per restare a questi livelli. Scherzando con i compagni dico sempre che a livello di pressioni un anno alla Juventus sono come sette altrove, arrivare a giocare nove anni con questa maglia sarebbe fantastico”. È cambiato tutto in pochi mesi, anche il rapporto con Luciano Spalletti, che ai tempi dell’Italia lo aveva escluso dai convocati per l’Europeo. “Con Spalletti in Nazionale non ci siamo conosciuti bene a livello personale, quando è arrivato qui mi sono messo a disposizione in maniera totale. Il primo giorno l’allenatore mi ha riunito nel suo ufficio e mi ha dimostrato fiducia fin da subito”.
SOLO JUVE—
Fiducia che Locatelli ha trasformato in prestazioni meritandosi il rinnovo. “Difficile descrivere cosa provo, bisognerebbe chiederlo domani a un bambino che tifa Juve: ti piacerebbe diventare il capitano da grande? Probabilmente la sua risposta sarebbe la mia. Siamo giocatori, non robot: vivo un sogno e voglio ripagare la fiducia di tutti. Felicissimo di questo nuovo prolungamento con la Juventus, anche nei momenti più duri non mi sono mai visto lontano da questo club”. Locatelli è il primo a credere nei suoi compagni e in questa Juventus. “Abbiamo un bellissimo gruppo, dobbiamo avere più cattiveria per vincere le partite sporche: è una caratteristica che ci è mancata in questi ultimi anni e dobbiamo ritrovarla. Sabato scorso l’abbiamo dimostrata a Bergamo e questo atteggiamento ci servirà anche nelle ultime sei partite”.
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SCATTO CHAMPIONS—
Le emozioni per il nuovo contratto non distraggono Locatelli dall’obiettivo imminente: sfruttare la frenata del Como per blindare il quarto posto Champions. Intanto domani all’Allianz Stadium arriverà il Bologna: “La partita più importante della stagione è sempre quella che affronti in questo periodo – conclude il capitano -. Il Como ha rallentato, ma dobbiamo pensare a noi e a battere il Bologna. Quando siamo tornati dalla Nazionale, Spalletti era dispiaciuto come noi per l’eliminazione dell’Italia e ci ha chiesto di mettere da parte la delusione per raggiungere la Champions con la Juventus. Sono stati giorni duri, come quando ho sbagliato il rigore contro il Sassuolo. Ma il calcio ti dà sempre la possibilità di reagire”.
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