Senza l’infortunato Davis i bianconeri cedono agli ospiti, più cinisci al momento di concludere
La coincidenza fa sorridere: si può dire che il Parma ha centrato la salvezza virtuale grazie a un ragazzo di nome Nesta che di mestiere fa la punta e si diverte a segnare bei gol. Col primo squillo in Serie A, arrivato nella ripresa, Nesta Elpeghe ha regalato agli emiliani la nona vittoria su nove con un gol di scarto e un sereno +12 sulla lotta per non retrocedere, in attesa di Cremonese e Lecce. Un Parma cinico, utilitarista, capace di sfruttare l’indecisione della difesa friulana, pungere con la punta di riserva e salutare con tre punti di ferro. La salvezza è questione di aritmetica. L’Udinese fa un passo e mezzo indietro, invece. Dopo tre vittorie di fila senza subire gol, tra cui l’ultima col Milan, ci si aspettava qualcosa in più, soprattutto lì davanti, ma Runjaic s’è fermato alla traversa di Gueye e al gol sbagliato da Zaniolo nella ripresa. A proposito: spalle alla porta, da falso nove, funziona meno. Senza Davies la produzione offensiva bianconera cala parecchio.
il gol—
Elphege da Saint-Denis, a mezz’ora di metro da Place de la Concorde, dovrà dispensare grazie a due terzi della difesa friulana. Il primo a Kabasele, reo di aver sbagliato l’anticipo, il secondo a Solet, morbido in marcatura. Ne è uscito un bel col mancino dopo sei minuti dal suo ingresso in campo (51’). Prima di oggi aveva giocato solo 109’ in quattro partite. Ha infilato Okoye dopo aver difeso un paio di buoni palloni. La storia sul nome è la seguente: Elpeghe si chiama Nesta, ma non per Sandro. Suo padre lo chiamò così in onore di Bob Marley, il cui nome completo è Robert Nesta Marley. L’aveva spiegato proprio lui quando arrivò a gennaio. Ultima menzione: il gol è nato grazie a una bella palla recuperata da Keita.
tatticismi—
Il blocco basso del Parma è tutto in uno zoom. Intorno al 20’ l’Udinese ha cercato di forzare la linea per vie centrali, con Zaniolo falso 9 – così così, una bella palla d’esterno per Solet – e le ali larghe. I ragazzi di Cuesta, schierati come se fossero uniti da un filo gialloblù, li hanno aspettati tutti in linea. Cinque in difesa, due in mezzo e tre davanti. Altro aspetto interessante: in fase di non possesso il Parma ha alzato la mezzala Bernabé e allargato Strefezza. Il motivo? Impedire all’Udinese di costruire con i due braccetti e cercare la verticalizzazione in mezzo. Difficile divertirsi con un primo tempo così, dove le occasioni migliori sono arrivate dai soliti piazzati emiliani – dieci gol su 23 segnati in questo modo – e da un paio di sortite sulle fasce. L’Udinese ha chiuso i primi 45’ con soli 0.11 gol attesi, il Parma con 0.46.
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LA CHIAVE: IL CINISMO—
Dicono che Cuesta sia il “Nereo Rocco della Via Emilia”. Un difensivista che s’arrocca e tiene botta. Ma chi l’ha detto che coprirsi è sinonimo di non avere idee? Nel caso del Parma è il contrario. Lo spagnolo, cresciuto con Arteta, ha capito che la miglior strategia è essere efficienti e sfruttare ciò che si ha: buoni difensori. Cinismo allo stato puro: il Parma ha vinto tutte le sue partite senza aver segnato più di un gol di scarto. O 1-0, come oggi, o 2-1. L’Udinese ha avuto due occasioni nitide nel giro di un paio di secondi: prima la traversa di Gueye – arrivata solo un grande slalom di Solet, partito da sinistra – e poi l’incredibile gol sbagliato da Zaniolo, capace di mandarla fuori da un paio di metri. Nel finale Suzuki ha messo anche le sue manone sui tre punti deviando in angolo un destro da fuori del 10 bianconero. Il Parma dovrà aspettare la certezza aritmetica per dirsi salvo, ma ormai è virtualmente fatta. Con la squadra e l’allenatore più giovani della Serie A.
udinese-parma, la partita—
I friulani sono reduci dal clamoroso 3-0 di San Siro contro il Milan. Decimi con 43 punti, puntano a mantenere la porta inviolata per la quarta gara consecutiva, cosa che non gli accade dal 2012. Il Parma invece è in crisi di risultati, 14° a quota 36, non vince da sei turni e con 23 gol totali ha il secondo peggior attacco della Serie A. Runjaic, dopo la squalifica, perde nuovamente Davis, fermato per un trauma distrattivo al bicipite femorale destro. Cuesta ritrova invece Pellegrino che era squalificato. Va verso il recupero Ondrejka che pare pronto per un posto in panchina.
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