di
Marco Vigarani

Il pilota della Mercedes si è raccontato a Tv7 su Rai Uno: «Mi sento fortunato e anche privilegiato perché faccio quello che amo di più. La mia famiglia mi aiuta a tenere i piedi per terra e sono legato a questo modo di essere»

Per Andrea Kimi Antonelli è il momento della pausa, prima di tornare in pista a Miami nel primo weekend di maggio. Una pausa speciale vissuta da leader della classifica iridata. Il pilota bolognese si è raccontato ai microfoni di Tv7, su Rai Uno. 

Kimi Antonelli tra vittorie in pista e vita privata

«Sicuramente mi sento un ragazzo fortunato – ha detto -, privilegiato perché faccio quello che amo e per le opportunità che ho avuto. Ma anche consapevole del fatto che ho dovuto lavorare molto duramente per arrivare a questo punto. Sono molto legato alla persona che sono e non ho intenzione di cambiare, questo è il mio modo di essere. La mia famiglia mi ha sempre accompagnato e mi aiuta a tenere sempre i piedi per terra, a restare concentrato sull’obiettivo». 



















































Quello più grande è la vittoria del campionato: «Nelle mie lacrime dopo la vittoria in Cina c’era tanta emozione per un risultato che aveva un significato enorme. La prima volta poi capita una volta sola e vincere è stato uno dei tanti sogni che ho realizzato nella mia vita, ora c’è il prossimo step che è quello più grande e difficile. Al rientro dalla Cina comunque gli amici si sono fatti trovare tutti a casa mia per una festa a sorpresa». 

«Imapro a fare meglio le lavatrici ma cucino ancora poco»

Già, perché adesso Antonelli vive da solo e racconta così le sfide da uomo di casa: «Me la cavo bene, sto imparando a sbrigare tutto da solo anche se l’aiuto della mamma non manca mai. All’inizio la lavatrice era dura ma adesso va meglio. Devo imparare a cucinare, quello è il prossimo obiettivo». 

«Prima dell’esame non avevo mai parcheggiato in retromarcia»

Nelle sue parole tornano spesso protagonisti i familiari, come il papà che lo ha affiancato in un momento delicato: «Il giorno prima dell’esame pratico della patente ho scoperto di non avere mai fatto un parcheggio in retromarcia con il cambio manuale. Abbiamo preso l’auto di mia zia e siamo andati in un parcheggio a provare». 

Imparare è la parola ricorrente nelle riflessioni di Kimi: «Sto lavorando molto sulle partenze perché non voglio complicarmi la vita tutte le volte. Il nuovo regolamento? Per certi aspetti molto divertente, per altri complicato. Fa parte del gioco e sto cercando di imparare più possibile ogni volta». 

E in questa crescita ci sono maestri, presenti o dal passato: «Valentino Rossi mi ha dato il consiglio di non cercare mai di strafare, non forzare ma fare le cose per bene: il risultato arriva da sé. Senna è l’idolo, un pilota incredibile, probabilmente il più forte della storia ma anche una persona molto empatica. Se potessi vorrei misurarmi con lui come con altri grandi come Schumacher, Villeneuve, Lauda o Piquet».


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18 aprile 2026 ( modifica il 18 aprile 2026 | 12:26)