Issey Miyake Lumière d’Issey: il primo profumo che sa di luce

All’inizio di quest’anno, ho volato a Copenaghen per scoprire Lumière d’Issey, la nuova fragranza firmata Issey Miyake. È lì che i “nasi” Fabrice Pellegrin e Marie Salamagne ci hanno guidati in un viaggio olfattivo costruito sull’idea di equilibrio. Due sensibilità distinte, una visione condivisa: tradurre la luce in profumo. Il tutto racchiuso in un concetto suggestivo, destinato a rivelarsi solo più tardi nella sua profondità: “wearing light”, indossare la luce.

Qualche giorno dopo, li ho incontrati di nuovo. Mi hanno raccontato di un processo durato circa un anno, fatto di dialoghi continui, aggiustamenti millimetrici e armonie cercate con precisione quasi sartoriale. Il risultato è una composizione che, a poche settimane dal lancio, si è già ritagliata un posto tra le fragranze femminili più interessanti del momento.

Di cosa sa Lumière d’Issey?

«Abbiamo esaltato ingredienti naturali come il mandarino verde, radioso ed effervescente, e il fiore d’arancio, solare e avvolto da una morbidezza muschiata», racconta Pellegrin. «L’accordo di pistacchio, sorprendente e quasi tattile, aggiunge una dimensione confortante e distintiva. In questo caso, la luce si esprime attraverso il contrasto».

Salamagne aggiunge che la scelta delle materie prime è stata intuitiva, quasi immediata. La vera sfida? Raggiungere l’equilibrio perfetto. «Per restare fedeli al DNA di Issey Miyake, volevamo lavorare con ingredienti essenziali, puri, minimalisti. Ed è proprio questa semplicità ad aver reso il processo così sofisticato».

La costruzione olfattiva si muove tra codici classici e uno slancio contemporaneo: «Non volevamo evocare nostalgia, ma aprire un nuovo capitolo», continua Salamagne. «Il pistacchio, in particolare, è stato un gesto inedito, qualcosa di inatteso, mai esplorato prima in questo modo».

Ed è proprio questa nota, cremosa, avvolgente, quasi intima, a firmare la fragranza. «Il profumo deve far sentire bene», sottolinea Pellegrin. «È uno strumento di fiducia, e la fiducia è fondamentale». Il risultato è una scia luminosa, succosa, vibrante, ma con un fondo caldo e rassicurante.

Una fragranza dall’identità femminile

Secondo Yaël Tuil, president global fragrances del gruppo Shiseido (di cui fa parte Issey Miyake Parfums), il profumo per una donna è molto più di un accessorio: «È un’estensione della sua identità», dice, «o forse della versione di sé che desidera esprimere».

Questa “luce” diventa così una risposta sensibile al presente: un bisogno di ottimismo, di energia, di presenza. «Le donne possiedono un’intuizione speciale», continua Tuil. «Questa luce, questa forza, è qualcosa che portano nella loro vita quotidiana, nel lavoro, nelle relazioni, in loro stesse».

Nell’ambito di un portfolio olfattivo, quello di Issey Miyake, in cui dominano le fragranze maschili, Lumière d’Issey si afferma come un punto di equilibrio. «Se guardi il flacone», aggiunge Tuil, «ritroverai un richiamo quasi naturale alle iconiche borse Bao Bao della maison. È un dialogo tra moda e profumo che vogliamo continuare a sviluppare».