Grande verità del Met è che si va per essere ricordati, per diventare leggenda, chiaramente non per essere i più eleganti. Ed è lì che, senza che nessuno le abbia mai davvero spiegate, entrano in gioco le vere regole.
Il dress code va rispettato. Ma non troppo
Al Met Gala il tema non è una regola rigida, è più una direzione creativa. Chi lo prende troppo alla lettera rischia l’effetto costume, chi lo ignora del tutto è chiaramente fuori contesto. I look che funzionano davvero stanno sempre nel mezzo: si capisce il riferimento, ma viene reinterpretato fino a diventare qualcosa di personale.

Alessandro Michele, Lana Del Rey, e Jared Leto. Met Gala 2018, dress code: Heavenly Bodies: Fashion & The Catholic Imagination
Dia DipasupilIl giorno dopo conta più della serata. Se diventi meme, hai vinto
Il Met Gala dura una sera, ma vive soprattutto dopo. Nel momento in cui le foto escono online, i look smettono di appartenere all’evento e diventano contenuto: screenshot, meme, reaction, commenti infiniti. È lì che si decide cosa resta e cosa sparisce.

Katy Perry. Met Gala 2019, dress code: Camp: Notes on Fashion
Daniel Zuchnik