Il ritorno di Madame non è solo un evento musicale, è un terremoto per l’industria. Con l’uscita del suo terzo album, Disincanto, pubblicato venerdì 17 aprile, la cantautrice ha deciso di non fare prigionieri. Il brano al centro della bufera si intitola “Mai più”, una traccia che, dietro una base essenziale e quasi cruda, nasconde un vero e proprio “regolamento di conti” con il sistema.
Il siluro a Shablo e il patto con il “Diablo”
I fan del rap hanno drizzato le antenne fin dai primi secondi. L’intro gioca con le parole: «Ho fatto un patto con il diablo, -ablo». Un incastro sonoro che molti hanno letto come un riferimento diretto a Shablo, colosso della produzione e del management italiano. Ma è poco dopo che Madame (foto Andrea Banchera) affonda il colpo, citando quello che definisce il «primo manager che gareggia a Sanremo», un riferimento che nella scena appare chiarissimo.
L’artista sembra riprendere quel filo diretto con l’autenticità già mostrato in passato, puntando il dito contro chi, dietro le quinte, muoverebbe i fili della musica italiana trasformandola in una competizione tra uffici stampa più che tra artisti.
L’affondo a Esse Magazine: «Migliaia di euro per un articolo»
Madame non si ferma ai manager. Nella seconda strofa del brano, il mirino si sposta su Esse Magazine, la testata di riferimento del mondo urban. Le parole sono pesantissime e accusano il sistema dell’informazione musicale di essere diventato un ingranaggio commerciale: «All’unico giornale di tutto il rap italiano che si fa dare migliaia di euro per un articolo e mezzo». È una denuncia frontale contro un certo modo di fare giornalismo musicale, accusato di essere mosso solo dai bonifici e non dal valore artistico. Madame racconta inoltre le pressioni ricevute per rendere i suoi testi più “masticabili”: «Me l’hanno anche proposto di far musica più semplice, più stupida, più clickbait… un testo meno subdolo».
«Non è un dissing, è la verità»
Intervistata da Rolling Stone, l’artista ha voluto chiarire la sua posizione, cercando di smorzare i toni bellicosi ma confermando ogni singola parola del testo. «Io non lo considero un dissing, sono le cose che ho vissuto. Non l’ho fatto per spettacolarizzare», ha dichiarato Madame. «Volevo togliermi un sassolino dalla scarpa. Fidati, sono cose che hanno vissuto moltissimi altri artisti, ma non tutti lo dicono esplicitamente. Io invece lo dico. Mi piace mettermi nella m*rda… scherzo». Nel brano emerge anche un’amarezza legata al passato recente, tra le polemiche sanremesi e la solitudine provata in alcuni momenti critici. Madame ammette di aver cercato di assecondare il sistema in passato — «Ho finto anch’io di essere qualcun altro» — ma chiude la traccia con una dichiarazione d’indipendenza: grazie a Dio, ora è solo se stessa. Disincanto si apre dunque così: con una fotografia spietata di un’industria musicale fatta di compromessi, da cui Madame sembra voler prendere definitivamente le distanze.
Il testo di Mai Più
Ho fatto un patto con il diablo, -ablo
E non l’ha rispettato, solo lui è il milionario
Per farmi fare il salto o stare sul piedistallo
Ha fatto fare a un altro e si è preso il denaro
E dopo l’ha flexato con la bio preimpostata
Fiero del suo lavoro bello l’hanno ripostato
È stato riportato da giornali e da radio
Te lo sei meritato, ma non ho meritato
Di avere al mio fianco un polipo polimorfico, poliedrico
Il primo manager che gareggia a Sanremo
Quando ci andavo io e mi lanciavano le pietre
Nemmeno un “Come stai?”, nemmeno un “Cosa succede?”
Ma perché punto il dito? Sono io che sono scema
Sono io che credo a tutto quеllo che mi viene dеtto
Sono io che faccio hating, non prendetemi sul serio
Sono una malata psichiatrica senza un freno
Chi sa la verità non la dirà mai e vi spiego come
O trafuga con loro o non può pronunciarne il nome
Schiavi del denaro polarizzano il successo
Ma io non compro il pubblico, quindi mi tiro indietro
Tradite voi stessi oltre a quelli che avete accanto
Non so come vi vogliono e non voglio mai impararlo
Detto ciò mi diverte quello che stai diventando
Non mi stupirei se mi rispondessi cantando
Si salvi chi non ne può più bere (Più bere), più bere
Che se non hai l’età non vanno giù bene certe sere
In cui pensavi a tutto tranne che all’inganno
In cui pensavi tutto in fondo stesse andando
Salvati ora o non puoi più, bebe, più, bebe
Si salvi chi non ne può più bere (Più bere), più bere
Che se non hai l’età non vanno giù bene certe sere
Attento, se fa caldo forse stai bruciando
Forse è quell’abbraccio che ti sta strozzando
Non puoi caderci mai più, bebe, più, bebe
Me l’hanno anche proposto di far musica più semplice
Più stupida, più clickbait, che ampli un poco il pubblico
Qualcosa di più stupido, un testo meno subdolo
Meno cattivo, meno umile, meno scorbutico
Me l’ha proposto un suddito del proprio ego
Il grugno di chi sta qua dietro
All’unico giornale di tutto il rap italiano
Che si fa dare migliaia di euro per un articolo e mezzo
Per un commento sul pezzo perché il disco è osceno
Si fan pagare a ore come le puttane
Più le royalties per consigliare i film
I pezzi fatti col nastro trasportatore
La fabbrica dell’orrore, sperando che esca la hit
Non entra in casa mia chi dice le bugie
Fai guerra agli impostori e poi ci fotti alla fine
Ho sbagliato tutto a fare il festival, dicevi
Ma ti ci aggrappi coi denti, perché muove le classifiche
Mi chiudo in studio e guardo da lontano
Per me la finzione finisce dove c’è inganno
Ho finto anch’io di cantare prima di farlo
Ho finto anch’io di essere qualcun altro
Ma grazie a Dio non sarò mai qualcun altro
Grazie a Dio non sarò mai qualcun altro
Guarda dietro le quinte, con me non serve il sipario
Io rompo la quarta parete e ti cado in braccio
Si salvi chi non ne può più bere (Più bere), più bere
Che se non hai l’età non vanno giù bene certe sere
In cui pensavi a tutto tranne che all’inganno
In cui pensavi tutto in fondo stesse andando
Salvati ora o non puoi più, bebe, più, bebe
Si salvi chi non ne può più bere (Più bere), più bere
Che se non hai l’età non vanno giù bene certe sere
Attento, se fa caldo forse stai bruciando
Forse è quell’abbraccio che ti sta strozzando
Non puoi caderci mai più, bebe, più, bebe
Si salvi chi non ne può più, bebe, più, bebe
Che se non hai l’età non vanno giù bene certe sere
Attento, se fa caldo forse stai bruciando
Forse è quell’abbraccio che ti sta strozzando
Non puoi caderci mai più, bebe, più, bebe
Ultimo aggiornamento: sabato 18 aprile 2026, 20:31
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