di
Marta Blumi Tripodi

A sorpresa Elodie, ex del rapper milanese, canta con lui «Niente canzoni d’amore». Anche Sfera Ebbasta e Rame ospiti del cantante, che ai ragazzi delle strade in cui è cresciuto dice: «Trasdformate la rabbia in energia».

I fan dell’hip hop della prima ora hanno familiarità con il termine block party, il pubblico generalista (tra cui buona parte dei fan di Marracash, ormai talmente trasversale da avere recentemente raggiunto il traguardo del disco di diamante per il suo album «Persona») un po’ meno. Non si tratta di un classico concerto, ma di una festa di strada più rustica e genuina, nel solco dell’hip hop delle origini. Niente scenografie mastodontiche, effetti speciali o grandi proclami, insomma: solo un microfono, un giradischi e poco altro. Negli anni ‘70, infatti, i primi esperimenti di rap, writing, djing e breakdance nascevano proprio così, durante alcune feste all’aperto all’ombra dei casermoni del Bronx. Spesso erano eventi auto-organizzati e pubblicizzati tramite il passaparola, non per scelta ma per necessità, perché nell’industria dello spettacolo nessuno voleva investire in una sottocultura fino ad allora sconosciuta. Un po’ come accadeva in Italia fino a pochi anni fa, a ben guardare. Forse anche questo è uno dei motivi per cui Marra ha voluto omaggiare quella tradizione newyorkese; soprattutto, però, voleva omaggiare il quartiere dove è cresciuto, la Barona. 

L’intero incasso del suo Marra Block Party, infatti, sarà devoluto a iniziative a favore del Municipio 6: sono stati 7.400 i biglietti venduti, peraltro a prezzi molto popolari (25 euro) e in modalità altrettanto democratiche (erano in vendita solo in Barona, con una corsia preferenziale per gli abitanti del quartiere: sono andati esauriti in poche ore). Il che, insieme alle donazioni dei vari sponsor, ha fruttato oltre 230.000 euro.




















































Visibilmente emozionato – anzi, «Più emozionato di quando ho suonato a San Siro, sognavo questa serata da una vita intera», come confesserà lui stesso – Marra sale sul palco in compagnia del solo dj TY1. Oltre alle sue hit più recenti, include in scaletta pezzi della primissima ora: «Popolare», «Chiedi alla polvere», «Bastavano le briciole» e naturalmente «Badabum Cha Cha», il suo primo grande successo. La vera protagonista della serata, infatti, resta una sola: la Barona, che lo ha ispirato e che ancora oggi è al centro di molte sue canzoni e riflessioni. Tra le iniziative che più gli stanno a cuore, non a caso, c’è anche quella di Jonas, la ONLUS dedicata alla salute mentale fondata da Massimo Recalcati che offre psicoterapia a chi non può permettersela, e che a breve aprirà un punto d’ascolto anche al Barrio’s, nel Municipio 6. Gli ospiti a sorpresa sono pochi, ma di grande importanza simbolica: la superstar Sfera Ebbasta, che grazie a Marracash firmò il suo primissimo contratto discografico, e (questa una sorpresa davvero) Elodie. Il duetto su «Niente canzoni d’amore» è magnetico, e si chiude con un abbraccio di sincero affetto. Morale della favola, a volte il vero lieto fine è riuscire a restare in buoni rapporti anche dopo una storia finita male o, meglio ancora, sapersi tirare fuori da una condizione di partenza di deciso svantaggio, come augura di fare anche a Rame, rapper emergente del quartiere a cui passa metaforicamente il testimone con il duetto finale «Qualcosa che brilla». «Questo quartiere ti fa sentire una vittima, condannato a un futuro già scritto» dice a un certo punto. «Ma ho imparato che dirigere la rabbia sugli altri non serve: bisogna rimboccarsi le maniche, trasformarla in energia e assumersi le proprie responsabilità». Missione compiuta.

19 aprile 2026 ( modifica il 19 aprile 2026 | 03:11)