di
Salvatore Mannino
La grande festa 30 anni dopo: il 16 maggio a Laterina dove si trova la grande casa colonica che fa da sfondo al film campione di incassi. «Vi racconto come scelsi Lorena Forteza»
Trent’anni fa fu un vero e proprio Ciclone, come il titolo del film, come le ballerine di flamenco che rivoluzionavano la vita di una famiglia della campagna toscana. Non solo un campione di incassi al botteghino ma anche il primo successo di Leonardo Pieraccioni, che proponeva nuovi e affascinanti volti del cinema come Natalia Estrada e Lorena Forteza.
Ecco allora che il regista e protagonista nel ruolo del commercialista Levante, pronto ad abbandonare tutto per seguire la sua Caterina, non lascia passare inosservata la data e dà appuntamento a tutti per il 16 maggio a Laterina, Valdarno aretino: «Festeggeremo bevendo ramato», ironizza su Instagram.
Già, perchè il piccolo borgo nel cui territorio si trova la grande casa colonica che fa da sfondo al film, da mesi, sindaco Iacopo Tassini in testa, prepara la festa per Pieraccioni che gli ha dato una notorietà non solo locale, scegliendolo come set, anche se poi gli esterni furono girati nella piazza Tanucci di Stia e a Poppi, in Casentino.
Sarà una cerimonia senza pompa, tutta dedicata a Pieraccioni, con appuntamento alle 18 in piazza della Repubblica, il cuore di Laterina, per la premiazione, e trasferimento successivo nel casolare reso celebre dalle riprese. Non ci saranno le protagoniste del film, le due ballerine Estrada e Forteza, potrebbe arrivare un altro interprete come Massimo Ceccherini, che per Pieraccioni è una sorta di fratello gemello.
Intanto, nel suo post social l’attore-regista fiorentino rievoca la genesi della pellicola, prodotta dal gruppo Cecchi Gori nel periodo in cui Rita Rusic, allora moglie di Vittorio, ne era uno dei motori. «È stato un film pieno di ricordi belli: scritto con Giovanni Veronesi in un mese mentre Rita Cecchi Gori chiedeva “a che punto siete?” noi avevamo finito ma si diceva “a metà!” e lei: “già a metà? Ma non siete troppo veloci?»
Poi, conclusa la sceneggiatura, la ricerca dell’attrice protagonista. Pieraccioni visiona molti volti, fra cui la Forteza, ma non è ancora convinto, finchè non arriva la fulminazione: «Un giorno mi apparve Lorena Forteza in foto su una locandina ad un’edicola, io l’avevo già provinata ma continuavo la ricerca, ma dalla foto di quella locandina lei mi guardava proprio come dire: ma cosa cerchi ancora, bischeros!. Smisi immediatamente di cercare».
Infine la caccia alla voce fuori campo, quella del nonno, che è come tutti sanno quella del mostro sacro Mario Monicelli. Ma lui, diffidente, mica accettò subito: Fammelo vedere prima, non sono sicuro di saperla fare questa voce, era chiaro che voleva capire invece com’era il film!». A seguire la proiezione privata, organizzata da Vittorio Cecchi Gori: «Eravamo in tre, io, Monicelli e chiamai anche i’ Conti! Monicelli si mette a sedere e a noi d’istinto ci viene di non metterci a sedere proprio accanto a lui ma a due sedie di distanza per rispetto. Monicelli dopo la proiezione disse vabbene dai, facciamola questa voce del nonno e per me quello fu il più bel Premio di tutti».
E ancor oggi, trent’anni dopo, il Ciclone richiama tanti davanti allo schermo, quando passa in tv: «Un film – chiosa Pieraccioni- per il quale qualcuno mi dice grazie, se lo riguardo per quell’ora e mezza mi cambia l’umore, che non esiste complimento più bello per me».
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18 aprile 2026 ( modifica il 19 aprile 2026 | 09:20)
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