Con la sconfitta per 3-0 rimediata a Chieri nella finale play-off di Challenge Cup si è ufficialmente chiusa la stagione della Honda Cuneo. Un cammino lungo, a tratti travagliato, ma che va giudicato senza dubbio positivo. L’accesso alle competizioni europee, seppur nel suo torneo meno prestigioso, è sfuggito per un soffio. Solo la Fenera Chieri è riuscita a fermare la squadra allenata da Tisci e Cardullo. Ma qual è il bilancio di questa stagione? Vi anticipiamo che a nostro avviso è positivo, anche se vanno analizzati i momenti che, tra alti e bassi, hanno caratterizzato questo campionato.
Partiamo con la prima parte di stagione sotto la guida tecnica di Francois Salvagni, al ritorno sulla panchina cuneese. L’avvio di stagione è stato quasi pirotecnico, tanto da collocare stabilmente il Cuneo sul lato sinistro della classifica. Emblematico il successo casalingo per 3-0 ottenuto ai danni di Scandicci. Poi qualche meccanismo si è inceppato. Alcuni infortuni hanno minato la stabilità e l’equilibrio di un gruppo che era partito a razzo. La fase discendente è cominciata dalla trasferta in casa del San Giovanni in Marignano, formazione che fino alla sfida contro il Cuneo non aveva conquistato neppure un set. Risultato? 3-0 e gatte a casa con la coda tra le gambe. Quella partita, tuttavia, è stata solo la prima di una lunga serie di passi falsi consecutivi, ben sette, che hanno aperto una crisi di gioco e di risultati.
Salvagni ha vissuto del credito accumulato dall’ottimo e sorprendente avvio di stagione e anche per l’alibi dovuto dagli infortuni. I due successi consecutivi con Monviso e Perugia avevano fatto pensare alla fine della crisi. Ipotesi prontamente smentita da una nuova serie di sconfitte, che alla fine hanno indotto la società a separarsi, forse tardivamente, dal tecnico bolognese. La dirigenza cuneese a quel punto ha optato per una soluzione interna, con il timone di una nave che imbarcava acqua affidata di fatto all’allora secondo Fabio Tisci e all’assistent coach Paola Cardullo.
Sono stati proprio loro, senza dimenticare il prezioso apporto della team manager Paola Paggi, a riuscire nell’impresa di trovare la formula giusta per ridare alchimia ed equilibrio, fattori che sembravano svaniti nella tempesta. Quando infatti il terreno sotto le gatte sembrava scricchiolare e l’incubo di una possibile retrocessione iniziava a tormentare il sonno dell’ambiente cuneese, le biancorosse hanno tolto gli artigli e gettato il cuore oltre l’ostacolo. La vittoria in casa del Novara e quella seguente contro il Vallefoglia hanno sugellato un decimo posto sudato, quanto meritato.
A quel punto la squadra ha tentato la scalata all’Europa, fallita proprio all’ultimo gradino. Il mancato sbarco in Challenge Cup, tuttavia, non può e non deve sminuire quanto fatto vedere dalle gatte in questa stagione. Alle ragazze e allo staff tecnico vanno riconosciuti i meriti per averci creduto fino alla fine. Sette vittorie nelle ultime nove partite disputate hanno un grande significato. Un plauso speciale va riconosciuto al direttore generale Massimo De Stefano, che nonostante un budget non da capogiro, è riuscito a mettere in piedi un roster interessante e solido. Un gruppo che più volte abbiamo apprezzato, con risultati che addirittura ci apparivano stretti rispetto il potenziale tecnico a disposizione. Alla fine, però, è sempre il verdetto del campo a rappresentare l’inappellabile sentenza.
Dopo l’epilogo di ieri sera è già tempo di volgere lo sguardo al futuro. Un futuro che la dirigenza della Cuneo Granda Volley ha deciso ancora di garantire, tra difficoltà e sacrifici. Il nuovo Cuneo è già ripartito da due certezze in organico: Linda Magnani e Noemi Signorile. Una scelta a nostro avviso per nulla casuale. Un giovane e talentuoso libero, insieme a una inossidabile regista che in quanto a qualità ed esperienza non ha bisogno di presentazioni. Insomma, ancora un mix tra gioventù ed esperienza, per una squadra che vuole continuare a regalare emozioni nella massima serie nazionale.
Una nuova sfida che non deve e non può essere solo a carattere sportivo, ma va considerato a 360°. Avere due squadre in serie A1, una maschile e una femminile, non è cosa da poco, anzi. Le aziende locali, e tutto l’indotto economico devono continuare a stare accanto a queste realtà, devono supportarle e contribuire a portare il nome di Cuneo orgogliosamente nell’Olimpo della pallavolo nazionale e magari strizzare presto l’occhio all’Europa. Quanto ai tifosi, infine, c’è poco da aggiungere, se non che il loro compito lo hanno sempre fatto. Sono sempre stati accanto alla squadra, anche quando le cose andavano male. Anche ieri sera al PalaFenera hanno fatto sentire tutto il loro calore e il loro incessante incitamento. E’ calato il sipario, dunque, su questa stagione.
Una stagione da 7 pieno in pagella, ma che è accompagnato dalla più classica delle frasi da colloquio scolastico: “si applica, ma potrebbe fare di più”. Quel passettino in più magari arriverà presto, chissà. Per il momento complimenti gatte!…Ci rivediamo ai nastri di partenza della prossima stagione.