L’enorme vettore, alto quasi 100 metri, è partito dalla base americana alle 13.25 ora italiana. Circa 9 minuti dopo il lanciatore è rientrato a terra, ammarando su una chiatta ancorata nell’Atlantico. L’inseguimento di Blue Origin contro SpaceX di Elon Musk prosegue: obiettivo, il nostro satellite

La corsa allo Spazio, dopo il successo ottenuto con la missione Artemis 2, punta ora al prossimo allunaggio, previsto per il 2028 in piena corsa contro i progetti cinesi, la cui data è spostata avanti di due anni: 2030. Per tornare a calpestare il suolo lunare servirà un lander (e costi affrontabili), e su questa navicella capace di atterrare e ripartire stanno lavorando sia SpaceX di Elon Musk, sia Blue Origin di Jeff Bezos. Il fondatore di Amazon è all’inseguimento, con i progetti del rivale più ricco del mondo in stato più avanzato. Fondamentale era la prova di oggi, e il lancio – con conseguente recupero del lanciatore – del gigantesco razzo New Glenn è stata un successo.

Missione compiuta dunque per Blue Origin. Il razzo alto 98 metri è decollato da Cape Canaveral intorno alle 7.25 del mattino (le 13.25 in Italia), con il suo booster “rigenerato”, trasportando un satellite per telecomunicazioni per la società AST SpaceMobile. Dopo il decollo, i due stadi del razzo si sono separati e lo stadio superiore ha continuato il suo viaggio portando il satellite in orbita. Il booster è quindi rientrato, atterrando con successo su una piattaforma galleggiante nell’Atlantico circa 9 minuti e 30 secondi dopo il decollo. 



















































L’azienda di Bezos aveva già lanciato il New Glenn due volte, ma solo con booster nuovi. La possibilità di riutilizzo diventa invece fondamentale per contenere i costi di missioni che contemplano sempre cifre da capogiro. In precedenza, aveva lanciato il suo razzo più piccolo, il New Shepard, utilizzato principalmente per il turismo spaziale suborbitale, con componenti riutilizzati in un’operazione tecnicamente meno complessa.

bezos

Il vettore aveva già completato con successo due voli nel 2025, come detto una corsa nella corsa èer recuperare terreno rispetto alla concorrente SpaceX, che da anni riutilizza i propri booster dominando il settore dei lanci commerciali. Già a novembre, al secondo tentativo, Blue Origin era riuscita a far atterrare il propulsore del New Glenn su una piattaforma oceanica nell’Atlantico, un’operazione particolarmente complessa per un razzo di queste dimensioni. Il booster impiegato è stato successivamente ricondizionato: per questo primo riutilizzo sono stati sostituiti tutti i motori e apportate alcune modifiche tecniche prima del nuovo lancio. Un precedente test di recupero, nel gennaio 2025, era fallito a causa del mancato riavvio dei motori durante la discesa.

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19 aprile 2026 ( modifica il 19 aprile 2026 | 14:50)