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Redazione Economia
La protezione dei caveau è garantita da perimetro blindato, ispezioni periodiche e sistemi di allarme. «Tutti i sistemi di sicurezza hanno funzionato regolarmente e hanno permesso l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine»
Risparmiatori in ansia dopo la sensazionale rapina con la presa in ostaggio di 25 tra clienti e impiegati – tutti fortunatamente illesi e rapidamente liberati – che si è svolta nella filiale del Crédit Agricole di Piazza Medaglie d’Oro, a Napoli, il 16 aprile scorso. Serpeggia tra molti depositanti – di qualsiasi istituto bancario – un senso di insicurezza circa la tutela dei propri beni lasciati in custodia nei caveau delle banche. E soprattutto la curiosità di capire meglio quali sono i protocolli di sicurezza utilizzati per evitare che in futuro episodi analoghi possano ripetersi.
Le argomentazioni di Crédit Agricole
Per spiegare meglio le circostanze di fatto e il funzionamento delle procedure di sicurezza – frutto anche di accordi interbancari di sistema – Crédit Agricole Italia risponde ad alcune critiche secondo cui «la sicurezza della Banca sarebbe stata carente e sono state prese di mira soltanto le cassette non blindate». Da qui alcune precisazioni, anche tecniche, nell’interesse della corretta informazione della propria clientela e dell’opinione pubblica, interessata capire meglio quali sono gli standard di sicurezza applicati.
Criteri di sicurezza
«Innanzitutto dobbiamo osservare che le cassette di sicurezza non sono progettate per essere individualmente blindate, né tale caratteristica è prevista dagli standard di settore; la protezione del cliente si fonda su un sistema integrato a livelli concentrici», spiega Luigi Altavilla, responsabile sicurezza di Crédit Agricole Italia. «Il caveau certificato – precisa il manager – rappresenta il perimetro primario di difesa, affiancato da sistemi di sorveglianza, rilevamento e risposta operativa 24 ore su 24».
In questo contesto le cassette individuali svolgono una funzione di separazione e riservatezza tra i clienti all’interno di uno spazio già altamente protetto. «Descrivere tale architettura come vulnerabile costituisce una rappresentazione non corretta del modello di sicurezza adottato dall’intero settore bancario. Nulla migliorerebbe, in termini di sicurezza, l’eventuale introduzione di una porta temporizzata, non manovrabile dall’esterno, che fra l’altro impedirebbe alla clientela il normale accesso alle proprie cassette di sicurezza se non in tempi stabiliti e contingentati», aggiunge Altavilla.
Il sistema ha funzionato
«Nel caso specifico tutti i sistemi di sicurezza hanno funzionato regolarmente e hanno permesso l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine, che ha consentito alle persone prese in ostaggio una rapida liberazione e la mitigazione dei danni patrimoniali. In sintesi, sottolineiamo che il Caveau durante l’orario di lavoro non può essere chiuso con la porta blindata (sarebbe impossibile gestire i clienti) e che, pertanto, esiste sempre un rischio residuo, anche se piccolo. La possibilità quindi che dei rapinatori entrino in una filiale bancaria per tentare di accedere alle cassette del caveau esiste, ma è mitigata dalle suddette di sicurezza e dalla capacità di segnalare tempestivamente tale accesso, non dando tempo ai rapinatori di portare a termine la loro azione criminosa», conclude Altavilla.
La banca precisa inoltre di avere previsto, come ulteriore precauzione di tipo preventivo, anche lo svolgimento di sopralluoghi ed ispezioni fognarie del sottosuolo mediante un servizio specializzato, che svolge ispezioni periodiche o nel caso in cui emergano dei sospetti di attività criminose. Queste procedure nel corso degli anni hanno consentito di sventare diversi tentativi di intrusione analoghi.
Crédit Agricole sottolinea la sua vicinanza alla clientela. La banca è in contatto diretto con i clienti coinvolti, ai quali sta fornendo tutta l’assistenza necessaria. Chiunque può rivolgersi alla propria filiale per avere ulteriori informazioni.
Gli aspetti tecnci
La sicurezza delle cassette di sicurezza non si basa affatto sulla resistenza meccanica della singola cassetta, bensì su livelli concentrici di protezione, da attacchi esterni (il caveau blindato) e da adeguate procedure per il corretto accesso di chi ne ha diritto (cassette individuali con doppia chiave):
1. Il caveau è il perimetro blindato — pareti in cemento armato con acciaio, porta corazzata certificata, sistemi antiperforazione, antitaglio, antitermite, con sistemi di allarme nel caso ci siano tentativi di attacco. Questo è il vero sistema di sicurezza anti-intrusione.
La porta blindata del Caveau è per quanto ovvio temporizzata, al fine di evitare l’apertura in orario notturno e fuori dall’operatività bancaria. E’ comunque presente un ulteriore cancello di sicurezza per l’accesso al caveau non temporizzato, per consentire il più adeguato ingresso dei clienti che ne fanno richiesta senza dover attendere lo sblocco della temporizzazione.
2. Le cassette individuali sono semplicemente dei contenitori di separazione tra i clienti all’interno di uno spazio già protetto. Le cassette non devono essere peraltro blindate, perché esse non costituiscono affatto il livello di difesa primario.
3. Il doppio controllo (chiave cliente + chiave banca) garantisce l’autenticazione dell’accesso del cliente da parte del personale della Banca, non la resistenza meccanica della cassetta stessa.
Proteggere le cassette di sicurezza laddove collocate, come nel caso di specie, in specifici caveau, con ulteriori armadi blindati posti all’interno del medesimo caveau, costituirebbe una misura ridondante, che peraltro non aggiungerebbe sicurezza in casi come questi poiché, se anche vi fossero stati, i rapinatori avrebbero costretto il personale della banca ad aprirli sotto la minaccia delle armi (e nel caso di specie, i predatori si sono esattamente attivati in tal senso).
Gli armadi blindati presenti nel caveau che si vedono nelle immagini divulgate sono dispositivi storici, presenti da tempo nel caveau e che la banca ha pertanto ritenuto opportuno mantenere.
Sistemi di allarme
Crédit Agricole precisa che la sicurezza aggiuntiva è garantita dai sistemi di allarme di varia tipologia, non solo volumetrici per la rilevazione della presenza di persone, ma anche dai sensori sismici e microfoni i che scattano nel momento in cui già è tentata la violazione del perimetro della filiale o del caveau. Tali sensori, attivi anche a filiale aperta, sono monitorati 24 ore su 24 dalla Control Room Sicurezza della banca , e nel caso di specie sono regolarmente scattati, e conseguentemente prontamente gestiti dagli operatori di sicurezza della Banca addirittura in meno di 1 minuto, con ciò consentendo di coinvolgere le Forze dell’Ordine in circa 2 minuti dall’ingresso dei rapinatori, giunte sul posto con altrettanto straordinario tempismo.
Tali allarmi, in Crédit Agricole sono attivi anche in orari di filiale aperta, ed erano senz’altro inattesi dai rapinatori, presumibilmente convinti che fossero operativi solo in orari notturni. La specificità è anche confermata dalle numerose testimonianze delle persone prese in ostaggio, che hanno riportato lo stupore dei rapinatori circa il fatto che le forze dell’ordine sono arrivate in pochi minuti dall’immissione dell’evento.
La dinamica degli eventi
Questo intervento ha quindi permesso di garantire in via prioritaria la sicurezza dei 25 ostaggi e, in secondo luogo, di limitare il furto ad un numero di cassette limitato a meno di 40.
La cronologia degli eventi:
Ore 12:07 accesso dei rapinatori dall’ingresso principale ore 12:08 apertura del buco al piano inferiore, fuori dal caveau, in un locale esterno al Caveau, con contestuale segnale di allarme intrusione ore 12:09 richiesta intervento alle Forze dell’ordine da parte della nostra Control Room Sicurezza e loro conseguente tempestivo intervento in loco.
Il sistema di allarme e quello di videosorveglianza ha inoltre consentito di estrarre e fornire, immediatamente alle forze dell’ordine, alcune immagini relative all’ingresso dei predatori e addirittura dei momenti in cui alcuni componenti della banda stavano forzando il cancello per accedere all’interno del Caveau, con ciò comunicando con tempismo alle forze dell’ordine quale fosse il vero obiettivo della rapina.
Il sistema complessivo di sicurezza della banca ha quindi consentito di minimizzare gli impatti di un evento criminale molto complesso e scrupolosamente organizzato, permettendo un intervento rapido che ha limitato significativamente la durata dell’azione criminosa, contribuito alla più adeguata salvaguardia delle persone prese in ostaggio, e i danni conseguenti.
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19 aprile 2026
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